
Verona è considerata la porta dell’Europa. Grazie alla sua posizione geografica, alla sua rete ferroviaria, al suo Interporto e soprattutto alle due autostrade che si incrociano. La prima da est a ovest, la Brascia-Padova, la seconda da nord a sud ovvero l’Autobrennero. Ora c’è un problema grave, e non di oggi: il rinnovo della concessione della A22, che è in ballo perché scaduta da sei anni. Un braccio di ferro tra i soci locali e lo Stato Centrale. La Spa gode di ottima salute, anzi, quasi scoppia, e così la sanguisuga romana, attraverso il Ministero dei Trasporti ha chiesto un’accelerazione nella liquidazione dei soci privati per fare un’altra società, guarda caso totalmente pubblica. Se così fosse, sempre l’Europa (guarda caso) autorizzerebbe una nuova concessione per altri 30 anni. Il problema rimane la liquidazione dei privati che, essendo parte una società che gode di ottima salute, non intenderebbero mollare. Primo per i guadagni, secondo per il valore delle loro azioni, che la Corte dei Conti ha fissato in meno della metà di quanto realmente vale Autobrennero. Verona e Trento vorrebbero prendere tempo con una proroga della concessione per alcuni anni, convinti che l’Europa in futuro non escluderà dalla presenza i soci privati. Roma invece, attraverso i suoi Ministeri, con la scusa delle direttive Europee vorrebbe mangiarsela in un sol boccone. Per quanto riguarda la nostra città e le sue importanti reti, finiremo ancora una volta ‘becchi e bastonati’.


















