Giorgetti

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Massimo Giorgetti (FdI), vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, dopo gli allagamenti che si sono verificati ieri a Parona.  Come mai, si chiede il consigliere veronese, è stato deciso di lasciare le idrovore della Protezione civile ferme in deposito, anziché posizionarle in via preventiva nelle zone che puntualmente finiscono sott’acqua? In questi anni il Piano di Protezione civile comunale è stato aggiornato con la definizione degli scenari di rischio sulla base della vulnerabilità del territorio?

«Il secondo nubifragio in una settimana e il sesto temporale di notevole rilevanza in poco più di due mesi. E in alcuni punti notoriamente a rischio il copione è sempre lo stesso, con conseguenti danni ai cittadini e alle attività economiche».

Massimo Giorgetti (di Fratelli d’Italia), vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, interviene dopo gli ennesimi allagamenti dovuti al maltempo che si è abbattuto sulla città.

«Mi domando», sottolinea il consigliere veronese, «come mai è stato deciso di lasciare le idrovore della Protezione civile ferme in deposito, anziché posizionarle in via preventiva nelle zone che puntualmente finiscono sott’acqua, come piazza Del Porto a Parona. È grave che non si stato previsto quali sono le aree più critiche. In questi anni il Piano di Protezione civile comunale è stato aggiornato con la definizione degli scenari di rischio sulla base della vulnerabilità del territorio? Protezione civile non è rincorrere l’emergenza in divisa da volontario, ma prevenirla».

Di fronte a mutamenti climatici ormai innegabili «serve una programmazione e realizzazione degli interventi necessari a evitare che porzioni della città finiscano allagate dopo pochi minuti di pioggia, perché è evidente che il vetusto sistema fognario di Verona non riesce più a reggere le bombe d’acqua che si stanno verificando. Intanto», aggiunge Giorgetti, «sarebbe possibile fare un minimo di prevenzione attraverso un piano di pulizia e manutenzione costanti di tombini e caditoie e predisposizione di attrezzature di emergenza in loco».



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