I ghiacciai in Groenlandia hanno subito una riduzione tanto consistente che, anche in caso di interventi mirati contro il riscaldamento globale, la calotta glaciale continuerebbe a sciogliersi. Questo è ciò che afferma uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications Earth and Environment e condotto dagli esperti del Byrd Polar and Climate Research Center della Ohio State University, i quali sostengono che la Groenlandia abbia raggiunto ormai il ‘punto di non ritorno‘. La ricerca afferma che ormai si è infranto l’equilibrio che, fino agli anni novanta dello scorso secolo, vedeva la neve accumulata compensare sostanzialmente la quantità di ghiaccio sciolto.

Nel 2019 la Groenlandia ha perso 1 milione di tonnellate di ghiaccio al minuto, in tutto 532 miliardi di tonnellate, segnando un record millenario. L’analisi di immagini e dati dei satelliti Grace della Nasa rivelano che i ghiacciai sciolti sono sprofondati nell’oceano, riempiendolo ogni secondo dell’equivalente di 7 piscine olimpioniche, innalzando ulteriormente il livello dei mari che già mettono in pericolo le aree costiere del mondo. In uno scenario di scioglimento totale della Groenlandia, il livello mondiale dei mari si innalzerebbe di 6 metri.

Michalea King, ricercatrice presso il Byrd Polar and Climate Research Center, dichiara: “Abbiamo preso in considerazione le osservazioni satellitari. Le nevicate invernali non riescono a contrastare lo scioglimento del ghiaccio“. Il team ha considerato i dati satellitari mensili di oltre 200 grandi ghiacciai che si riversano nell’oceano intorno alla Groenlandia, quantificando anche la neve che ricopre il ghiacciaio. “Durante gli anni ’80 e ’90 – continua l’esperta – la neve accumulata e il ghiaccio sciolto erano in una situazione di equilibrio, con le calotte glaciali che perdevano circa 450 miliardi di tonnellate di ghiaccio ogni anno, mentre dall’inizio del nuovo millennio i ghiacciai hanno perso circa 500 miliardi di tonnellate ogni anno, senza che le nevicate aumentassero”. King inoltre afferma che i ghiacciai si sono ridotti abbastanza da far sì che molti di loro si trovino in acque più profonde, il che significa che è aumentata la quantità di ghiaccio a contatto con l’acqua, che scioglie ulteriormente il ghiaccio e rende ancora più arduo il ritorno alle condizioni precedenti.




















