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Lega e Prima Verona prove tecniche di alleanza

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In politica accade spesso che ciò che avviene non è la conseguenza di quello che si pensa o che viene raccontato. Come ha scritto in anticipo e in esclusiva solo il Mattino di Verona, le dimissioni del presidente di Agsm Daniele Finocchiaro erano state decise in altro luogo e comunque obbligatoriamente dovute. La politica lo aveva già dimissionato prima che lui firmasse il suo addio come presidente della municipalizzata.

Il tutto è stato l’epilogo di mesi di battaglie, polemiche, grandinate di esposti, denunce e diffide. Iniziate prima solo dall’ex presidente Michele Croce e poi da un piccolo esercito di personalità che avevano capito che qualcosa di poco chiaro si stava realizzando sulla pelle dei veronesi. In parole povere Finocchiaro si è dimesso per non essere revocato. Come dice il famoso detto veronese “lori i me buta zo e mi desmonto”. Dietro al suo addio forzato però si è capito che c’è stato un grande movimento della politica e soprattutto un grande disgelo tra due forze politiche, mai state avversarie, la Lega di Nicolò Zavarise e la lista civica Prima Verona di Michele Croce.

A questo si aggiunge un forte feeling personale germogliato tra il numero uno della Lega nel Veneto Lorenzo Fontana, quello di Verona, l’assessore Nicolò Zavarise, con l’ex presidente di Agsm Michele Croce. Ciò che è accaduto intorno allo stop a Finocchiaro non è stato quindi un caso. La Spa controllata dal Comune è stata anche un banco di prova per una futura collaborazione in vista delle elezioni regionali e comunali tra Lega e Prima Verona. E’ ormai sotto gli occhi di tutti il buon rapporto, il dialogo e il confronto tra un più equilibrato Michele Croce e un leader in crescita Nicolò Zavarise. Ora i due gruppi si parlano e ragionano, e a brevissimo ci potrebbero essere anche importanti e clamorosi sviluppi. Il tutto con la super benedizione del braccio destro di Matteo Salvini, ed ex Ministro, Lorenzo Fontana. Certo è che il dialogo tra Croce e Zavarise non piace per nulla al nostro primo cittadino che sull’argomento ha un diavolo per capello. E visto che il suo cuoio capelluto è folto e fluente lasciamo al lettore capire quanto ciò che sta avvenendo nella politica veronese gli sia indigesto. Un blocco intestinale assai pesante perchè va sommato alle dimissioni di Finocchiaro e al fallimento dell’operazione milionaria con A2A.



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