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I Centri Diurni comunali per bambini riaprono nelle scuole

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Da lunedì 6 luglio, i Centri diurni per bambini e adolescenti gestiti dal Comune riaprono negli spazi delle scuole. Una novità assoluta perchè solitamente si tenevano in appartamenti, questa soluzione risponde a due ordini di necessità: la ripersa delle attività dei Centri dopo lo stop legato legato all’emergenza sanitaria, e il rispetto delle misure anticontagio. Per andare incontro alle esigenze delle famiglie e dei minori con particolari bisogni educativi, per i quali i Centri Diurni, insieme ai Centri Aperti e al Centro Ragazzi, rappresentano un importante punto di riferimento, i Servizi sociali del Comune, d’intesa con il settore Istruzione, danno vita ad un nuovo progetto organizzativo. Che prevede attività all’interno di ampi spazi scolastici e suddivise per turni, mattino e pomeriggio, per dare risposta al maggior numero di utenti, garantendone al contempo la massima sicurezza. Da lunedì, quindi, le attività si svolgeranno nelle seguenti scuole: il Centro Diurno “Panda” e il Centro Aperto “Amico” saranno ospitati dalla Scuola Primaria “Dall’Oca Bianca” di Via Selinunte; il Centro Diurno “Occhio Ragazzi” usufruirà del cortile della Scuola Secondaria di 1° grado “Fedeli” di Via Abruzzo; il Centro Diurno “Bonsai” utilizzerà gli spazi della Scuola primaria “Busti” di Via Redipuglia; il Centro Aperto “Bambù” godrà delle aule della Scuola Primaria “Lenotti” in Via Bacchiglione. Da lunedì 13 luglio saranno operativi anche il Centro Diurno “Cantastorie” ed il Centro Aperto “Spazio ragazzi”, che potranno usare la Scuola Secondaria di 1° Grado “Simeoni” di Montorio. Una sinergia che ha visto la collaborazione anche di enti e associazioni del privato sociale, la parrocchia di Borgo Nuovo ed il Patronato di San Bernardino. Oltre ai sei Centri diurni, i servizi educativi del Comune organizzano anche 3 Centri aperti (per bambini e adolescenti) e un Centro ragazzi (per giovani tra i 16 e 25 anni), che sono rimasti operativi anche durante il Covid. Nel periodo di lockdown, infatti, gli educatori di tali servizi hanno continuato a sostenere bambini e ragazzi proponendo incontri da remoto così da alimentare la relazione di sostegno soprattutto in un momento in cui il forzato isolamento, le limitazioni della libertà di movimento e delle attività di socializzazione hanno posto allo scoperto nuove fragilità.



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