Dopo la pandemia, periodo nerissimo per le scelte della Verona del futuro. Sui rifiuti è scesa con violenza, dopo mesi di indagini della Guardia di Finanza, la scure della Magistratura. Un piccolo esercito di indagati. I nomi sono dei soliti calabresi molto noti a Verona e in particolare in quel di Sommacampagna e Sona. Un’inchiesta che preoccupa non poco i 600 dipendenti della municipalizzata finita nell’occhio del ciclone e su tutta la stampa nazionale. Il Cda, presieduto dal tenace Bruno Tacchella, ha comunicato la massima collaborazione con la Procura e il proseguimento delle attività con grande serenità e determinazione, per garantire il futuro e l’operato dell’azienda di igiene ambientale. Per quanto riguarda il Filobus parla il sindaco. Il primo cittadino si è confrontato in video-conferenza con la Ministra alle Infrastrutture e Trasporti Paola de Michelis. Sulla grande opera annunciata c’è stato il fermo prolungato dei cantieri, poi la crisi economica e quindi, sono parole di Federico Sboarina, “Abbiamo il dovere di fermarci e fare nuove valutazioni. I contributi pubblici devono essere spesi con la massima attenzione”. Non dobbiamo dimenticare che è in gioco la mobilità cittadina e il prezioso tempo che tutti perdono per attraversare Verona. Sul Filobus arriverà a breve un serrato confronto fra tecnici che seguono il progetto, e penali da liquidare ai fornitori nella speranza che si riesca a trovare una soluzione tra ciò che si doveva fare e ciò che verrà fatto, si spera e si prega. Fusione Agsm Aim A2a. Ormai è chiaro che l’accordo tanto voluto dalla giunta e dal presidente Daniele Finocchiaro andrà a sbattere contro un muro. Dopo il no durissimo del leader della Lega Nicolò Zavarise, è arrivato lo stop dell’Onorevole Gianni Dal Moro del Pd. Ormai a volere la fusione sono rimasti in “4 gatti”: Sboarina, Polato, Gamba e Finocchiaro, quest’ultimo incastrato in un gioco politico a lui totalmente estraneo. Non se ne farà nulla, servirà una gara pubblica, c’è chi la desidera addirittura europea come l’Onorevole Dal Moro, e forse saranno prese decisioni migliori, con il Trentino di Dolomiti Energia, Mantova, Hera, Ascopiave and company. Dulcis in fundo il nuovo stadio. Dimentichiamocelo. I messicani erano disposti ad investire tanti soldi, ed avrebbero fatto felici i soliti noti, ma non se ne farà nulla nel breve e nel lungo periodo. Ci terremo il nostro glorioso e vintage Bentegodi ancora per un bel po’ di tempo. Non parliamo dell’Arsenale perché lì è proprio sfiga. Sarebbe tutto semplice ma la crisi e la pandemia ha fermato qualsiasi soluzione possibile anche per quello splendido luogo centrale di Verona a pochi metri da Castel Vecchio, nonostante le mille soluzioni possibili. Questa è la fotografia della nostra città vista da un drone dopo tre mesi di pandemia.


















