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Magistratura. Palamara e gli amici veronesi

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Luca Palamara, magistrato, nell’occhio del ciclone per un giro di nomine e favori che coinvolgono magistrati, politici ed imprenditori, venuto a conoscenza dell’opinione pubblica grazie a delle intercettazioni con amici e potenti sfiora anche la nostra bella città. Le telefonate ascoltate riguardavano promozioni, trasferimenti e “affari”, oltre ovviamente a favori. Tra i referenti, vip, politici, esponenti del mondo sportivo e via dicendo, come Nicola Zingaretti, Raul Bova, Giovanni Malagò e il Dg della Roma Mauro Baldissoni. Luca Palamara nel tempo ha conosciuto e intrattenuto buoni rapporti con molte persone di Verona. Nulla di penalmente rilevante ma quantomeno curioso… e interessante. Non facciamo nomi ma i riferimenti sono eloquenti. Un ex procuratore della Repubblica, oggi in pensione e molto malato che amava giocare a briscola… Tre PM tra cui anche donne (forse cinque), un ex presidente del tribunale in pensione, alcuni avvocati importanti che abitano in collina con interessi in attività turistiche e passioni venatorie. Tre parlamentari tutt’ora in carica del Partito Democratico, un ex Ministro della prima Repubblica, un ex segretario del Governo Prodi diventato Magnifico, un altissimo dirigente di Cariverona e un suo sodale di Unicredit, come un membro veronese del Cda della banca oggi guidata da Mustier. Possiamo aggiungere un Questore non più a Verona, passato ad una Provincia limitrofa, un altro questore anche lui in pensione ex Digos, un paio di giornalisti oggi non più dipendenti di quotidiani in passato molto esperti di questioni giudiziarie e di tribunali. Alcuni esponenti delle forze dell’ordine, ovviamente alcuni agenti dell’intelligence che operano a Verona ed alcuni personaggi della nobiltà veronese con grandi latifondi. Filtro di molte di queste relazioni Cosimo Ferri, magistrato e parlamentare Pd eletto nel collegio di Pontremoli, figlio del ministro Enrico Ferri giudice anche lui, quello che ci obbligò tutti ahimè’ ad andare ai 110 in autostrada. Ci fermiamo qui, basta e avanza. Le chat ascoltate dai Carabinieri di Luca Palamara contengono la conferma che il problema della nostra povera Italia rimane sempre lo stesso. Ciò che si scopre avvenire nella capitale conferma che il nostro Paese è un corpo sano con la testa malata. La politica di questi giorni ne è una conferma. Gli affari di Luca Palamara sono la prova del nove che qualcosa nella grande Roma non funziona.



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