Incredibile ma vero, il candidato del centrosinistra alle prossime elezioni regionali tenta di gambizzare il Governatore Luca Zaia con il Covid-19. Senza alcun pudore dichiara: “È avvilente per il nostro mondo accademico e per il grande sforzo che medici e infermieri hanno compiuto e stanno compiendo, per il nostro Veneto che il professor Andrea Crisanti si trovi costretto a denunciare che sulla ‘tenuta sanitaria’ della nostra Regione si stia compiendo una gigantesca operazione elettorale”. Tutto nasce da una pretestuosa e calcolata diatriba tra i vertici sanitari della Regione Veneto e il professor Crisanti; eroe della sinistra che avrebbe squarciato il velo su un’enorme mistificazione della pandemia e dello stratosferico consenso che ha dato al Governatore uscente e futuro candidato del centrodestra Luca Zaia. Arturo Lorenzoni, dal canto suo, dovrebbe più preoccuparsi degli aiuti promessi dal Governo, che il Pd sostiene, annunciati ma non pervenuti. Con un’economia super florida della Regione e rimessa in ginocchio dalla pandemia, si attacca alle dichiarazioni del professor Crisanti, il quale, come scriviamo in un altra parte del Mattino, ha deciso di diventare “papa”. Secondo Lorenzoni, Zaia e i suoi non stanno muovendo un dito. Il confronto con altre Regioni è impietoso. “Zaia aldilà delle rivendicazioni, alcune delle quali perfino condivisibili, e aldilà della propaganda, non ha alcuna idea di Veneto”. Qui è chiaro che Lorenzoni ha alzato il gomito. Se dovesse leggere semplicemente i consensi di Zaia capirebbe di fare la pipì fuori dal vaso, e accusa il Governatore di non pronunciarsi mai sulla Pedemontana, sul passante di Mestre e sul Mose, e lo accusa di essere solo (escludendo le milionate di veneti che sono con lui). La matematica per Lorenzoni è un’opinione. C’è da sottolineare una verità in tutto questo. Dare a Cesare quel che è di Cesare e dare a Galan ciò che è di Galan. L’uomo che ha amministrato la nostra Regione per 15 anni è stato il vero artefice di ospedali, strade, autostrade, passante di Mestre, Parchi naturali, tutela della città di Venezia e chi più ne ha più ne metta; e in una parte di questa gestione del Governo del Veneto Luca Zaia era vicepresidente. L’eccellenza sanitaria di Giancarlo Galan, vedi ospedali e dintorni, sono stati la vera salvezza e la vera trincea contro la pandemia. Lorenzoni quindi è meglio che prima di entrare in campagna elettorale si documenti molto bene perchè tra il Governo che ci rappresenta, nostro malgrado a Roma, e ciò che esprime nel veneto, rischia, sfidando Zaia, una sconfitta 10 a 1. Poi, parlando di fair play, non è il caso in questo momento di attaccare l’avversario sui morti che ci sono stati.

Lorenzoni 
Zaia 
Galan





















