Non passa giorno senza che Attilio Fontana venga attaccato. Il Governatore vede la luce in fondo al tunnel dopo mesi di lavoro intenso, eppure continuano le polemiche strumentali. Addirittura è stato vittima, suo malgrado, di un episodio increscioso: “Fontana assassino”, è la scritta apparsa sul muro di un palazzo in via Vittorelli a Milano e rivendicata dal partito dei comitati alla resistenza per il comunismo. Gli “artisti” in questione sono gli stessi che, lo scorso 25 aprile, hanno manifestato senza autorizzazioni e precauzioni, scontrandosi con le forze dell’ordine. “Non è accettabile che in un momento come questo, in cui tutto il Paese è duramente provato, ci sia chi abbia come preoccupazione quella di alzare così tanto i toni con offese così gravi e minacce”. Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia esprime la sua ferma condanna per le scritte in cui viene ingiuriato il collega lombardo, Fontana. “Anche a nome dei Veneti esprimo la più assoluta condanna per il gesto ingiustificabile e inqualificabile ed esprimo tutta la solidarietà al presidente Fontana. Le parole usate vanno oltre l’offesa perché nella situazione in cui viviamo possono assumere mille significati e fare del collega il bersaglio di ulteriore accanimento; non c’è giustificazione che tenga. Spero che la condanna sia unanime senza sé e senza ma”.













