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Violenza domestica. “Un codice rosa” a sostegno delle vittime

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Per contrastare l’emergenza Coronavirus che sta colpendo il nostro Paese è stato chiesto ai cittadini di rimanere in casa. Ma non per tutti la quarantena è sinonimo di sicurezza. Non lo è per le vittime di violenza domestica, costrette a questo momento di convivenza forzata che sta già rilevando a livello nazionale un aumento di episodi di violenza di genere e in famiglia. Alle persone vulnerabili, coinvolte in queste situazioni, si rivolge l’appello del Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità (Cug) dell’Università di Verona, che ricorda la possibilità di rivolgersi ai servizi di sostegno e alle forze dell’ordine presenti sul territorio veronese.

“Se la tua casa non è un posto sicuro per te e i tuoi cari, siamo qui per ascoltarti e accoglierti”. Questo il serviziomesso a disposizione dall’assessorato alle Pari opportunità del Comune di Verona attraverso i numeri verdi 1522 (anti violenza e stalking) e 800 392722 (centro antiviolenza Petra).

In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, le vittime di violenza domestica potrebbero essere più scoraggiate a sporgere denuncia. A loro viene in aiuto il vademecum “Un codice rosa”, opuscolo informativo pubblicato dal Comune di Verona in collaborazione con l’ateneo veronese, l’Aulss 9, Telefono Rosa, gli Ordini dei medici e degli avvocati di Verona e l’Ordine degli assistenti sociali del Veneto.

“Il vademecum, a dieci anni dalla sua pubblicazione, mantiene intatto il suo valore – spiega Alessandra Cordiano, presidente del Comitato Unico di Garanzia dell’ateneo scaligero – e può essere utile in questi tempi difficili come strumento d’aiuto e di vicinanza alle donne e a chi vive loro vicino (genitori, parenti e amici), per cogliere eventuali situazioni di violenza e provare a intervenire dando consigli e indicazioni alle vittime su cosa fare, a chi rivolgersi e che tipo di sostegno possono ricevere. Non esitate a contattare i servizi e le forze dell’ordine. E non esitate a rivolgervi ai servizi che l’ateneo mette a vostra disposizione”.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la violenza contro le donne continua a rappresentare nel mondo la prima causa di morte per le donne fra i 25 e i 44 anni. Intimidazioni, isolamento, svalorizzazione e umiliazione; e ancora, controllo e persecuzione, violenza fisica e sessuale, ricatti, dipendenza economica. Nel “Codice rosa” sono riportate, in italiano, inglese, francese e arabo, brevi testimonianze di donne che hanno subito diverse forme di violenza e suggerimenti su come sia possibile reagire, attraverso il contatto con il centro anti-violenza presente sul territorio, e rivolgendosi ai Consultori familiari sparsi in varie sedi di Verona e provincia o ai Servizi sociali dei Comuni.



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