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L’appello di Zaia: “Veneti state a casa”

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Zaia avverte la popolazione “Le proiezioni sul contagio da Coronavirus sono in crescita, se non si seguono le regole si rischia il crash sanitario e prima di questo il coprifuoco. I nostri modelli statistici ci dicono che bisogna stare in isolamento perché la prima cura contro il Coronavirus è curare sé stessi stando a casa evitando di avere contatti anche con i parenti e vicini di casa. Zaia a fronte della troppa gente che continua ad uscire, ha ipotizzato un’ordinanza per chiudere parchi pubblici, giardini e spazi aperti di ritrovo. Inoltre ha invitato a non andare più volte al giorno a fare la spesa per poter uscire “se si dimentica qualche cosa – ha spiegato – lo si acquista con la spesa del giorno dopo”.

“I veneti devono capire che devono stare in casa – ha detto -. La prima cura al virus siamo noi. I nostri modelli ci dicono che tra 5 giorni avremo un picco nelle terapie intensive. Se continuiamo a non rispettare le regole, entro il 15 aprile avremo 2 milioni di veneti contagiati. Ai veneti dico: non andate a fare passeggiate, non andate nei centri commerciali, nelle piazze. Non andate in nessun posto che non sia il lavoro, o per approvvigionarsi di generi alimentari. È un appello che faccio con forza, è un sacrificio che dobbiamo fare. C’è bisogno dell’aiuto di tutti: non fate domande tipo “posso portare il bambino al parco”, la raccomandazione che do è di stare in casa. Meno persone si incontrano, anche tra i familiari, meglio è. Perché l’insidia è il positivo asintomatico. I veneti ascoltino bene le mie parole: se non seguono queste indicazioni ci toccherà togliere dagli ospedali i pazienti ordinari e li riempirli di pazienti con Coronavirus. Voglio vedere le strade vuote. Non andate in piazza, non andate alle cene con gli amici, non fate ritrovi familiari, tombole, niente relazioni sociali. Ogni nucleo familiare deve stare isolato a casa sua”. Per ora le attività produttive possono restare aperte, ma, dice Zaia, “non escludo inasprimenti“.



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