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Il “droplet” di Zaia

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Il decreto che regola la vita sociale nei luoghi pubblici lascia perplesse categorie e imprenditori. Restano chiusi cinema e teatri: «Un salasso».

La proposta del governatore Luca Zaia per “alleggerire” il peso dei divieti si chiama “droplet“: una parola inglese che significa “gocciolina”, perché il virus si trasmette con le microscopiche goccioline di saliva disperse nell’aria con il fiato, o parlando. La distanza di sicurezza “di goccia” è circa un metro. Ecco allora il criterio “droplet”: apertura consentita, in tutti i locali, a un patto: che le persone stiano a un metro l’una dall’altra.

«Apertura di musei, cinema e teatri, rispettando il cosiddetto droplet, ovvero la distanza di un metro tra le persone, e il contingentamento delle presenza». «Centri commerciali aperti – ma sempre con il contingentamento del pubblico», fa sapere il governatore – così come bar e ristoranti, dove il servizio sarà garantito al tavolo, ma senza la somministrazione di bevande e cibi all’esterno per evitare assembramenti di persone». Restano «chiuse le discoteche» mentre l’insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado resta sospeso.



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