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Verona si ribella. Capitale contro gli allarmismi!

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A disposizione materiale informativo in distribuzione nelle Circoscrizioni e negli sportelli comunali, mentre il sindaco Federico Sboarina si preoccupa per le ripercussioni economiche e lavorative, e lancia un appello al Governo.

E’ partita la campagna di informazione del Comune di Verona per evitare gli allarmi infondati da Corona Virus. Manifesti, dépliant e materiale informativo, contenenti il decalogo del Ministero della Salute e i corretti comportamenti da seguire, sono in distribuzione nelle Circoscrizioni e negli sportelli comunali aperti al pubblico. Dal punto di vista della prevenzione, queste sono le norme cui attenersi, mentre invece, le attività consentite e i limiti agli eventi pubblici sono uguali in tutto il Veneto, in quanto determinati dall’ordinanza della Regione e dalla successiva circolare. I cittadini devono attenersi alle disposizioni del decalogo ministeriale e della Regione, e anche l’amministrazione ha provveduto ad acquistare, per gli operatori degli uffici soprattutto quelli a contatto con il pubblico, flaconi di gel disinfettante per le mani. Così come si è dotata di apposite mascherine per i dipendenti, da indossare solo nei casi previsti dal punto 7 del decalogo. Per quanto riguarda le richieste di informazione all’Urp e agli uffici comunali, le telefonate sono diminuite perché molti dei dubbi sono stati chiariti dall’ultima comunicazione della Regione. Adesso i quesiti più comuni riguardano l’utilizzo delle palestre e le modalità di accesso ai pubblici esercizi. Gli impianti sportivi sono aperti per i normali allenamenti e anche le palestre delle scuole possono essere utilizzate dalle società sportive, anche con le scuole chiuse. Sono vietati, invece, tornei e partite con la presenza del pubblico.
Nel caso delle attività economiche e degli esercizi, non sono previste limitazioni d’orario e i bar, a differenza della Lombardia, non devono chiudere alle 18:00. Nemmeno i ristoranti sono soggetti a limitazioni per pranzi o cene, purché non siano programmati eventi che prevedano la concentrazione di molta gente. Rimane, infatti, il divieto di realizzare feste, anche in spazi privati, con la partecipazione di molte persone.



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