Agenda urbanistica, parte la sfida di semplificazione per i prossimi anni. Attuare cioè la variante più snella al Piano di Assetto del Territorio che prevede di ‘riscrivere’ le destinazioni d’uso di ciascun ambito territoriale in base alle esigenze attuali, decisamente mutate rispetto al 2007, anno in cui è stato adottato il Pat.
È stato approvato dalla giunta comunale il documento preliminare che nelle prossime settimane proseguirà il suo iter amministrativo.
Un’opportunità non da poco, visto che sono consentite modifiche nei vari ambiti fino al 10 per cento in termini di superficie e trasposizioni tra ambiti confinanti di potenzialità edificatorie del 10 per cento di ogni categoria funzionale.
Tradotto significa che si avrà più residenziale nei quartieri a vocazione abitativa, mentre in quelli dove prevale la funzione logistica verranno potenziati i servizi alla logistica. E’ il caso del Quadrante Europa, dove lo sviluppo dell’attività richiede che vengano adeguati i servizi a supporto, a cominciare dalle strutture per lavoratori e camionisti.
La novità è frutto di una modifica alla specifica legge regionale che, a sua volta, ha recepito la richiesta del Comune di poter intervenire sul Pat con una variante semplificata, che non solo delinea i confini degli interventi e accorcia i tempi della burocrazia ma consente anche all’Amministrazione di pianificare per i prossimi anni la redazione del nuovo Piano di Assetto del Territorio. Un procedimento, questo, che per la complessità normativa e per gli interlocutori coinvolti richiede un lasso di tempo di almeno quattro anni.
La legge regionale prevede anche un’ulteriore semplificazione procedurale, relativa questa volta ai Piani Urbanistici Attuativi in variante. Un iter più snello frutto anche questo delle richieste inviate dal Comune alla Regione.
Soddisfatto l’assessore alla Pianificazione urbanistica, che oggi ha illustrato le novità.
“La Regione ha accolto entrambe le nostre richieste – ha detto l’assessore-. Questo ci permette di pianificare in modo più veloce e dare risposte tempestive alle esigenze del territorio. Il Pat è stato adottato 15 anni fa, è arrivato il momento di ridisegnarlo sulla base delle mutate esigenze produttive e di sviluppo. La redazione della Variante 29 ha evidenziato le criticità dell’attuale Pat e la necessità di riscrivere le destinazioni d’uso in base alle effettive esigenze. Vale per le zone a vocazione logistica come il Quadrante Europa, in cui oggi sono quasi assenti i servizi a supporto di attività e lavoratori, come per quelle quasi esclusivamente residenziali. Lo scostamento del 10 per cento di superficie da un ambito all’altro, ci permette di dare una prima risposta, la vera sfida dei prossimi anni sarà la redazione di un nuovo PAT basato sulla fotografia attuale del territorio e sulle previsioni di sviluppo dei prossimi decenni”.













