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Pd: “Democrazia aggirata in Settima Circoscrizione”

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Quanto accaduto in Settima Circoscrizione è ormai noto: la mozione di sfiducia contro il presidente Marco Falavigna, presentata a febbraio e rimasta ferma a lungo, prima a causa dell’emergenza sanitaria e poi per lungaggini più o meno calcolate dello stesso Presidente, ha visto alla prima votazione una maggioranza schiacciante, benché insufficiente, di 9 favorevoli con nessun voto contrario, nemmeno quello di Falavigna.

Alla seconda votazione, convocata stavolta a tempo di record a distanza di appena due giorni dalla precedente, la maggioranza si è eclissata, mentre la minoranza, indebolita da una assenza non solo giustificata ma anche annunciata, non è stata in grado di garantire da sola il numero legale. Tutto finito finito dunque? Sarà da vedere.

C’è chi ritiene l’uso di questi mezzucci abbia portato ad una vittoria politica. Noi invece riteniamo che, sebbene non sia stata esplicitamente infranta alcuna norma del regolamento, tali mezzucci abbiano calpestato la sostanza della democrazia. E’ stato scorretto, da parte del presidente, attendere tanto tempo per convocare la prima votazione e non considerare l’assenza annunciata del componente della minoranza in vista della seconda votazione. E’ stato altrettanto scorretto, da parte della maggioranza, sottrarsi al confronto.

Ma questo presidente, la Lega lo vuole o no? Non deve rispondere a noi, ma ai cittadini, che stanno tirando le somme dal vuoto di risultati che caratterizza il governo del territorio.

L’unica presa in giro per i cittadini è un presidente sparito dalla scena che ha impiegato oltre 50 giorni utili ( 140 gg cmplessivii, tenendo conto delle restrizioni COVID-19) per convocare un consiglio, richiesto dalla maggioranza dei consiglieri. La maggioranza lo segue a ruota.

Ha differenza degli altri presidenti non ha mai convocato riunioni a distanza dall’inizio di febbraio ad oggi, pur prendendo un  dignitoso stipendio, pagato dai cittadini, per essere presente e far funzionare la Circoscrizione.

Abbiamo sottoscritto la mozione di revoca del presidente per le evidenti lacune nella gestione della Circoscrizione.

Assenteisti e sgambetti vanno attribuiti solo alla maggioranza che ha eletto il presidente.

La conferma nell’ultimo Consiglio di Circoscrizione, con all’ordine del giorno la mozione di revoca del presidente.

La maggioranza si è data alla fuga, tutti assenti giustificati.

Poi invece si scopre che i tre Consiglieri della Lega erano all’esterno del Consiglio, ma non sono entrati. Avevano mandato la giustificazione per sopraggiunti impegni personali e non potevano smentirsi!

Giustificazione, la risposta più qualificatahe è stata fornita ai cittadini presenti: ordini superiori.

Semplicemente vuol dire equilibri anche in vista delle prossime nomine negli Enti.

Personalmente, dopo l’ultimo consiglio, pressione e battiti perfetti, a dimostrazione che i nervi non sono tesi!



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