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A Verona quasi dimezzati i cassonetti. Si provveda al ripristino

Da una decina di giorni, a partire dalla terza circoscrizione, Amia ha deciso di ritirare dalle strade cittadine le bande di cassonetti. Interpellata Amia la settimana scorsa, mi comunica che è una decisione del nuovo co direttore Dott. Testi, che giustifica questa scelta come una scelta di razionalizzazione compensata da maggiori passaggi di Amia per lo svuotamento delle bande rimaste.

Tuttavia sono stato contattato dai residenti che per primi si sono visti togliere i cassonetti sotto casa. Mi riferisco a quelli del Lungadige Catena, residenti in particolar modo in via Da Verrazzano  via De Gama,a quelli di Viale Manzoni (Borgo Milano) e a quelli di via Di Cambio (Stadio). Molti cittadini anziani hanno lamentato  la difficoltà di fare anche 400 metri per raggiungere la banda di cassonetti  più vicina. Col caldo e con il peso delle immondizie il compito può diventare arduo per chi non ha facilità di deambulazione.Vi è anche chi ha lasciato per protesta i suoi rifiuti dove prima c’erano i bidoni, creando una situazione di incuria e sporcizia per la città

Ho scritto quindi una lettera ad Amia per valutare il ripristino dei cassonetti in città al fine di garantire a tutti l’adempimento di un servizio che ricordo essere pagato da tutti i Veronesi

Raccolta sfalci domestici: si proroghi a settembre il termine e si rimedi ai disagi creati ai cittadini

E’ tutto da dimostrare che il nuovo sistema di raccolta degli sfalci domestici, ora separato dalla raccolta dell’umido, porti ai risparmi propagandati dall’assessore Marco Padovani e dal presidente Amia Bruno Tacchella: al momento, l’unico dato certo e incontrovertibile sono i maggiori disagi per i cittadini costretti ad ulteriori adempimenti per ricevere un servizio che di fatto è stato ridotto.

Sebbene la norma che prevede la separazione di umido e verde risalga al 2006, il Comune di Verona ha introdotto il cambiamento soltanto il 1° luglio 2020 con un preavviso di solo 15 giorni comunicato in piena estate a mezzo stampa e attraverso lettere agli utenti che non sempre sono arrivate a destinazione in tempo utile.

Perché tanta precipitazione e improvvisazione? Perché nel frattempo Amia ha cambiato il fornitore del servizio di smaltimento della frazione umida, il quale, in ottemperanza alla legge del 2006, si rifiuta di raccogliere anche la frazione verde.

Non siamo pertanto difronte ad una meditata scelta aziendale ma ad cambiamento in corsa che scarica gli oneri sui cittadini. Tra l’altro è molto probabile che i risparmi ottenuti sulla tariffa di smaltimento dell’umido con il nuovo affidamento, vengano mangiati dai maggiori costi di trasporto, essendo il nuovo fornitore più lontano del precedente.

Ma veniamo ai disagi per i cittadini: il servizio di raccolta del verde domestico passa da tre volte alla settimana (in estate) a due volte al mese. Per poterne fruire, gli utenti sono tenuti a compilare un modulo online, stampare la mail di risposta e con questa a recarsi alla portineria dell’Amia per ritirare un’etichetta adesiva da mettere sul bidone (per chi ha il bidone). Il tutto entro e non oltre il 31 luglio. E’ evidente che molti cittadini non riusciranno ad adempiere, perché in vacanza o sprovvisti di strumenti informatici o perché vorranno evitare assembramenti negli uffici dell’Amia. 

C’è poi l’aspetto delle ramaglie: possono o non possono venire conferite con gli sfalci? Amia nella sua comunicazione scrive:”E’ vietato conferire le ramaglie e le potature nel servizio domiciliare. Questi rifiuti devono essere conferiti presso le isole ecologiche”. All’opposto, il regolamento comunale all’articolo 38 dice che tutto lo scarto verde (sfalci, potature e ramaglie, foglie, ecc) può essere raccolto o nei centri di raccolta oppure attraverso il ritiro gratuito presso il domicilio con apposito contenitore. Tra le due versioni prevale quella del regolamento comunale a cui Amia però deve ancora adeguarsi.

Ad aumentare la confusione ci si mette anche il dirigente Amia Diego Testi che in risposta ad un interpello del consigliere della Seconda Circoscrizione Silvano Pighi, ha affermato che le ramaglie possono essere conferite se consistenti in “piccole spuntature”. Testi ha aggiunto che il resto va conferito alle isole ecologiche. Una parola, visto che in tutta la città ci sono soltanto due isole ecologiche: via Avesani e Mattaranetta.

In tutta questa confusione è facile prevedere che una grossa quantità di ramaglie finirà nei cassonetti o disperse nei campi.

La consigliera La Paglia dichiara: “Ritornerò a sollecitare in consiglio comunale un accordo tra Comuni affinché ad almeno una parte della Seconda Circoscrizione venga data la possibilità di usufruire dell’isola ecologica di Negrar, a pochi metri dall’abitato di Parona, che è un fiore all’occhiello per l’intera Valpolicella. La proposta, presentata tempo fa e inizialmente condivisa da una parte della maggioranza venne bloccata dalla stessa in Consiglio, dimostrando scarsa sensibilità al disagio dei cittadini e delle attività della zona.”

Le altre nostre richieste sono le seguenti: chiediamo che venga riconosciuto il permesso di conferire lo scarto verde (sfalci, potature e ramaglie, foglie, ecc) nei bidoni come previsto dal regolamento del Comune di Verona; che venga prorogato a fine settembre il termine per le richieste di bidoni del verde; che venga rinforzato il servizio del centralino e Urp per accogliere tutte le richieste di informazioni e assistere in cittadini nella compilazione della richiesta. Si chiede inoltre che gli adesivi, per chi riesce nella compilazione a distanza, vengano recapitati a casa degli utenti al fine di prevenire gli spostamenti come da direttive Covid.



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