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I rifiuti alle ex Fonderie Biasi

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Sono lì almeno dal 2007, visibili persino da Google Earth, ma finora sono passati totalmente inosservati.

Parliamo di cumuli di rifiuti, precisamente scarti di lavorazioni di fonderia, e di una cisterna da 48 metri cubi che spande sul terreno circostante “vernici, grasso e liquidi di lavaggio pezzi”. Tutto materiale accumulato nel corso degli anni nell’area della Fonderia ex Biasi, chiusa dal 2012.

Sono stati “rinvenuti” soltanto grazie ad un esposto-segnalazione di un cittadino che ha fatto attivare le verifiche dell’Arpav riportando così “alla luce” ciò che in realtà era da anni sotto agli occhi di tutti ma che pare fosse inspiegabilmente sfuggito a fior di tecnici, ingegneri e architetti che stanno lavorando alla demolizione e alla bonifica dell’ex area Biasi nell’ambito del progetto di raddoppio del centro centro logistico.

“Vi è presenza in vari punti di rifiuti presumibilmente non pericolosi” scrive la relazione Arpav. “Per la maggior parte terre di fonderia e in alcuni punti rifiuti da demolizioni; detto materiale non può essere considerato terre da riporto poiché deriva da un abbandono sistematico di rifiuti avvenuto fino dalla chiusura dell’azienda avvenuta nel 2012, ciò viene avvalorato anche dall’immagine storica ricavata da Google Earth dalla quale si evince che nel 2007 in vari punti di aree non pavimentate si vede il colore nero caratteristico delle terre di fonderia esauste”.

Grazie ad un cittadino, dunque, abbiamo ora la certezza che tali rifiuti verranno correttamente smaltiti e che, presumibilmente, verranno condotte ulteriori indagini sullo stato dei terreni. Resta invece tutta aperta la partita urbanistica con la richiesta di portare il polo logistico da 40 mila a 70 mila metri quadrati, e della sostenibilità viabilistica dell’area, che sarà gravata dal passaggio aggiuntivo di 120 furgoni e 490 auto in più al giorno. Tutto traffico che si riverserà in gran parte su via Forte Tomba (attraverso l’apertura di via Leopoldo Biasi) ove si creerebbe una pericolosa commistione con l’uscita della tangenziale. Ma anche qui Ambiente, Viabilità e Urbanistica fanno orecchie da mercante



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