BERTUCCO

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AMIA INFILTRATA DA ‘NDRANGHETA, BERTUCCO:  “SI COSTITUISCA LA COMMISSIONE DI INDAGINE”

Se le accuse verranno confermate, si dirà, come disse Craxi di Mario Chiesa, che Miglioranzi e Cozzolotto si sono comportati come due “mariuoli”, mettendo cioè a repentaglio il pubblico ufficio affidatogli e la propria onorabilità per un pugno di banconote. Eppure i tentativi di infiltrazione ‘ndraghetisti non sono di oggi, il sottoscritto li denuncia da anni, alla luce di quanto rivelano le inchieste della magistratura, quelle giornalistiche e le interdittive prefettizie. Dai centri sportivi ai rifiuti, dalla formazione alla manutenzione del verde, dalle riqualificazione delle aree dismesse alle aree commerciali, non c’è settore della pubblica amministrazione che non attragga l’appetito della malavita e nel quale la ‘ndragheta non abbia cercato di infilarsi. Non è da escludere dunque che quella emersa dall’inchiesta “Isola scaligera” sia soltanto la punta dell’iceberg.

In passato c’è stato chi, come Tosi, da Sindaco ha negato e minimizzato tali inequivocabili segnali (ricordiamo quando disse che il Pd doveva scegliere tra la “mia” macchina del fango e una opposizione costruttiva, benché avessero arrestato e condannato per concussione il suo vicesindaco). Ora c’è Sboarina che si dice in preda all’orrore al solo pensiero delle infiltrazioni. In entrambi i casi un atteggiamento sbagliato perché la ndrangheta c’è e va attivamente combattuta. C’è il coinvolgimento di una azienda pubblica attraverso le sue posizioni apicali, l’ex presidente Miglioranzi e il direttore Cozzolotto, una carica politica (recentemente accolta in un partito di maggioranza, Fratelli d’Italia) e una dirigenziale. Non sono spettri da esorcizzare, ma forze concrete in carne ed ossa da combattere.

Chiedo pertanto venga attivata la commissione comunale di indagine prevista dall’articolo 14 del regolamento del consiglio comunale. Senza inutili equivoci o infingimenti a cui abbiamo assistito in passato: lo scopo della commissione non è quello di sostituirsi agli organi inquirenti ma di impedire che le aziende comunali diventino luoghi di malaffare. E visto che il Comune di Verona ha aderito ad Avviso Pubblico, chiedo che il presidente nazionale di questa associazione che da anni lotta contro l’infiltrazione della mafie nella pubblica amministrazione venga invitato in una commissione dedicata al fine di ottenere suggerimenti su come i Comuni si possono difendere dalla malavita.



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