La 78ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese segna un cambio di passo deciso. Con la nuova direzione artistica affidata a Fabrizio Arcuri, il festival punta con forza su internazionalità, sperimentazione e dialogo tra linguaggi, senza perdere il legame con la tradizione.
Il cuore resta il Teatro Romano, ma l’orizzonte si allarga: Verona diventa un vero e proprio ecosistema culturale diffuso, capace di connettere arti, spazi urbani e pubblico in una dimensione sempre più globale.
Un festival tra tradizione e visione contemporanea
Il programma unisce grandi nomi della scena nazionale e internazionale a proposte innovative, con spettacoli che superano i format tradizionali e sperimentano nuove forme espressive. Una direzione che punta a rafforzare il ruolo del festival come piattaforma internazionale dello spettacolo dal vivo.
A rappresentare visivamente questa svolta è l’immagine guida firmata dall’artista Matteo Basilè, che mescola fotografia, pittura e digitale in un manifesto poetico sospeso tra memoria e contemporaneità.
Il tema: (H)Earth of Glass
L’edizione 2026 prosegue il percorso sugli stati della materia, dopo l’acqua nel 2025, scegliendo la Terra come elemento centrale. Il titolo (H)Earth of Glass racconta un equilibrio fragile: la terra come radice, identità e allo stesso tempo materia da proteggere.
Un concept che si riflette in tutto il cartellone, costruito come un sistema dinamico di sezioni interconnesse, quasi un sistema planetario culturale.
Shakespeare al centro, ma in chiave contemporanea
Accanto ai classici, spazio a danza internazionale, contaminazioni musicali, nuove produzioni e giovani artisti. Tra le sezioni principali:
- Festival Shakespeariano
- Grand Soirée
- Danza Internazionale
- Contaminazioni musicali
- Nuove Orbite dedicate ai giovani
- Costellazioni, con eventi diffusi in città
Un’impostazione che trasforma il festival in un’esperienza immersiva, capace di coinvolgere pubblici diversi.
Le parole delle istituzioni
L’assessora alla Cultura Marta Ugolini spiega: “Con questa nuova edizione di Estate Teatrale Veronese inauguriamo un corso che guarda con decisione al futuro, nel segno della direzione artistica di Fabrizio Arcuri. Al nuovo direttore artistico abbiamo chiesto di portare alla città un progetto culturale di valore, capace di intrecciare discipline, linguaggi e sguardi internazionali, restituendo al nostro festival — il più longevo in Italia — una rinnovata centralità nel panorama dello spettacolo dal vivo contemporaneo.”
Dello stesso avviso Fabrizio Arcuri: “Assumere la direzione artistica dell’Estate Teatrale Veronese rappresenta per me un incarico importante e una responsabilità concreta. Il progetto che avviamo oggi nasce con l’obiettivo di rafforzare la qualità culturale della proposta. Partiamo dalla tradizione — in particolare quella legata a Shakespeare — per metterla in dialogo con esperienze contemporanee e con una dimensione sempre più internazionale.”
Una rete di partner per rilanciare il festival
A sostenere il progetto ci sono realtà storiche come Arteven, Banco BPM e Magis, oltre al nuovo ingresso di Pasqua Vini. Una rete che punta a rafforzare il festival non solo sul piano artistico, ma anche come motore di sviluppo culturale e attrattività per la città.













