Un brindisi che guarda alle Olimpiadi invernali e parte da Verona. Il Gruppo Zenato sceglie il palcoscenico di Vinitaly 2026 per raccontare il legame tra vino, territorio e spirito olimpico, con un progetto evocativo e fortemente identitario: le “Impronte Olimpiche”.
Cinque vini, cinque cerchi olimpici
Ogni vino rappresenta un tassello preciso:
- l’Amarone Riserva esprime longevità e struttura, con appassimento e lungo affinamento;
- il Lugana Riserva valorizza la Turbiana e la mineralità del Garda;
- il Metodo Classico Brut punta su freschezza e finezza;
- il Ripassa conferma la sua anima innovativa e strutturata;
- il Cresasso esalta l’eleganza della Corvina in purezza.
Un progetto che si traduce anche visivamente: le impronte dei calici si intrecciano fino a richiamare i cerchi olimpici, simbolo di unione, disciplina e visione condivisa.
La visione di Nadia Zenato
A raccontare il senso profondo dell’iniziativa è Nadia Zenato:
“Interpretare lo spirito dei Giochi attraverso i nostri vini significa riconoscere che l’eccellenza non è mai un traguardo casuale, ma il risultato di una disciplina silenziosa che accomuna l’atleta al viticoltore”.
E ancora:
“Abbiamo scelto cinque etichette simbolo per farne le nostre ‘impronte’ olimpiche: dalle grandi Riserve di Amarone e Lugana al Ripassa, fino al Metodo Classico e al Cresasso, questi vini sono per noi i cinque cerchi ideali che intrecciano il vigore della Valpolicella alla finezza del Lugana”.
Arte e vino: arriva la mostra MAYA
La mostra, che sarà inaugurata domenica 12 aprile alle 15, propone un percorso visivo innovativo: immagini sovrapposte su vetro ambrato – lo stesso utilizzato per i grandi vini – che raccontano il lavoro vitivinicolo attraverso presenze invisibili, tempo e materia. Il progetto include anche un’installazione video e un libro d’artista.
Un programma tra degustazioni e masterclass
L’esperienza Zenato a Vinitaly si sviluppa su più livelli:
- sabato 11 aprile, partecipazione a OperaWine con Amarone Riserva 2011;
- martedì 14 aprile, doppio appuntamento con masterclass dedicate a Lugana e Amarone, tra cui quella di Ian D’Agata.
Degustazioni e incontri accompagneranno i visitatori lungo un percorso che unisce prodotto, cultura e territorio.
Una storia veronese che guarda al mondo
Fondata nel 1960 da Sergio Zenato, l’azienda è oggi una realtà internazionale presente in oltre 60 Paesi. Un percorso costruito su qualità, sostenibilità e innovazione, senza mai perdere il legame con il territorio.
Con le “Impronte Olimpiche”, Zenato porta a Vinitaly non solo vini, ma una visione: quella di un Veneto capace di parlare al mondo, anche attraverso il linguaggio universale dello sport e della cultura.













