Un sospiro di sollievo per il mondo agricolo veronese: i fondi europei della PAC (Politica Agricola Comune) restano destinati all’agricoltura e non confluiranno in un fondo unico. Una notizia accolta con favore dagli imprenditori presenti all’incontro organizzato da Coldiretti Verona a Cerea.
Al centro del confronto “La PAC post-2027 e i contratti di Filiera”, che ha riunito esperti e operatori del settore per analizzare le prospettive future del comparto.
A tracciare la linea è stato il presidente Alex Vantini, che ha rivendicato il risultato ottenuto: “Abbiamo salvato la Pac – le parole del Presidente di Coldiretti Verona, Alex Vantini – e alle aziende agricole veronesi arriveranno 99 milioni di euro nella programmazione 2028 – 2024. Contributi che verranno riconosciuti a fronte del loro impegno nella salvaguardia del territorio e della distintività del nostro modello agricolo, che non ha eguali al mondo per sicurezza e qualità”.
Più risorse e nuove opportunità per le aziende
Nel dettaglio, come spiegato da Luca Saba, responsabile economico nazionale, lo scenario europeo è cambiato radicalmente negli ultimi mesi. “Se a fine estate le prospettive apparivano critiche, con la Commissione Europea intenzionata a tagliare ben 10 miliardi di euro dalla PAC destinata all’Italia, oggi lo scenario è stato radicalmente ribaltato: dai circa 40 miliardi del precedente pacchetto siamo passati a quasi 41 miliardi di euro”.
Un’inversione di rotta importante, anche se restano criticità legate alle politiche europee. “Permane una politica ambientale rigida che non dà garanzie per la competitività economica dei territori agricoli”, ha aggiunto.
Sul piano operativo, Stefano Leporati ha evidenziato le novità del nuovo quadro normativo: meno burocrazia per le aziende più piccole, incentivi agli investimenti e sostegni al biologico anche per le imprese in fase di conversione. Misure che entreranno a regime con le domande del 2026.
Vantini: “Basta burocrazia, la PAC a chi lavora davvero”
Nel suo intervento conclusivo, Alex Vantini ha lanciato un messaggio chiaro: “dobbiamo abbattere una burocrazia diventata ormai troppo complessa e soffocante. Il nostro obiettivo è unico: la PAC deve andare esclusivamente a chi vive realmente di agricoltura, sostenendo il reddito delle imprese agricole, che è la ragione stessa per cui questa politica è nata”.
Il presidente ha poi acceso i riflettori sulle difficoltà del settore: costi di produzione in aumento, pratiche sleali e pressione della grande distribuzione, in particolare sul comparto lattiero-caseario. Senza dimenticare il momento delicato del settore vitivinicolo, alle prese con una flessione dei consumi.
Nuove mobilitazioni: “Torneremo al Brennero”
E proprio su questi temi si annunciano nuove iniziative. “Presto saremo di nuovo al Brennero per mantenere alta l’attenzione sul fenomeno del Fake Made in Italy”, ha dichiarato Vantini, chiedendo maggiore trasparenza e reciprocità negli scambi internazionali.
L’obiettivo è contrastare le distorsioni del mercato e difendere l’autenticità delle produzioni italiane, sempre più esposte alla concorrenza di prodotti esteri “mascherati” da Made in Italy.
Un messaggio che parte da Verona ma guarda all’Europa: la partita della PAC post-2027 è appena iniziata.













