A Verona si accende il confronto su un tema che riguarda migliaia di famiglie: l’utilizzo delle scuole come sedi elettorali. Il movimento Verona Domani, guidato da Matteo Gasparato, porta per la prima volta in Consiglio comunale una mozione per chiedere sedi alternative ai seggi nelle scuole, con l’obiettivo di garantire la continuità didattica.
La proposta, presentata dal consigliere comunale Paolo Rossi insieme a Marco Zandomeneghi, punta a superare una prassi consolidata ma sempre più contestata. Oggi infatti circa il 90% dei seggi elettorali è ospitato all’interno degli istituti scolastici, con conseguenze dirette sull’organizzazione delle lezioni.
“Un tema particolarmente sentito a Verona, ma che erroneamente non è mai stato affrontato e discusso nelle sedi istituzionali. Con la nostra proposta intendiamo tutelare la continuità didattica ed il regolare svolgimento delle lezioni durante le diverse tornate elettorali che durante l’anno si susseguono su scala nazionale e locale” spiegano Rossi e Zandomeneghi.
Il punto centrale della mozione è proprio l’impatto concreto su studenti e famiglie. Ogni tornata elettorale comporta infatti giorni di chiusura delle scuole, con disagi organizzativi ed economici.
“Circa il 90% dei seggi elettorali si trova infatti all’interno di plessi scolastici, un dato che testimonia il grave problema di numerose giornate di studio sottratte a migliaia di studenti della nostra città, con inevitabili e pesanti ricadute di vario genere, anche economiche, per le loro famiglie (spese sempre più insostenibili per babysitter, obbligo di ferie e permessi etc..)” aggiungono.
La proposta è già stata trasmessa al sindaco, agli uffici comunali e alla Prefettura, con una richiesta precisa: mappare e verificare sedi alternative idonee ad ospitare i seggi.
Non si tratta di un’idea astratta. Il riferimento è alla circolare del Ministero dell’Interno n. 04/2021, che già indica possibili alternative agli edifici scolastici: uffici comunali, sale consiliari, biblioteche, palestre, impianti sportivi, circoli ricreativi e spazi fieristici.
“Chiediamo pertanto all’amministrazione comunale di dare attuazione alla circolare del ministero dell’Interno 04/2021 avente ad oggetto ‘Individuazione di immobili alternativi agli edifici scolastici da destinare a seggi elettorali’, che indica come possibili sedi di seggi in alternative alle aule, uffici comunali, sale consiliari, biblioteche, palestre ed altri impianti sportivi, circoli ricreativi e dopolavoristici, spazi espositivi e fieristici. Tutte strutture ampiamente presenti nel nostro territorio e quindi utilizzabili” sottolineano gli esponenti di Verona Domani.
Accanto alla mozione, il movimento annuncia anche una raccolta firme tra i cittadini e la richiesta di aprire un tavolo di coordinamento con gli enti coinvolti. L’obiettivo è coinvolgere anche il Governo e la Prefettura, sollecitando eventuali fondi per sostenere il trasferimento dei seggi.
“L’obiettivo è quello di far sì che già a partire dalle prossime consultazioni, si riduca progressivamente il numero di scuole coinvolte dalle operazioni di voto” concludono.
Il tema è destinato a far discutere. Da una parte la necessità di garantire il diritto allo studio senza interruzioni, dall’altra l’esigenza organizzativa di assicurare sedi adeguate e facilmente accessibili per il voto.
Una cosa è certa: a Verona il dibattito è ufficialmente aperto.













