Un caso concreto, una condanna penale e un segnale forte: a Verona la tutela degli animali passa anche dalle aule di tribunale. E questa volta a fare la differenza è stata l’azione della Garante per la tutela degli animali, Emanuela Pasetto.
Dal marzo 2023 nominata dal Consiglio comunale, l’avvocata veronese ha ottenuto nei giorni scorsi una condanna ai sensi dell’art. 727 del Codice Penale nei confronti di una persona responsabile di aver abbandonato il proprio cane in condizioni gravissime.
Il caso è emblematico. L’animale era stato lasciato in un edificio dismesso, senza cibo, tra i propri escrementi, mentre la proprietaria risultava irreperibile e residente in un’altra città del Veneto. Solo l’intervento dei Vigili del Fuoco, con il supporto della Polizia Locale, ha permesso di liberarlo.
Una vicenda che inizialmente rischiava di restare confinata a una semplice sanzione amministrativa, legata alla violazione del regolamento comunale. Ma qui è intervenuta la Garante.
È stata infatti Emanuela Pasetto, avvalendosi dell’art. 6 del regolamento del Garante, a ritenere che il fatto integrasse una fattispecie penalmente rilevante, denunciando la proprietaria per abbandono di animale. Una scelta che ha cambiato l’esito del procedimento.
Il riferimento normativo è chiaro: l’art. 727 del Codice Penale punisce chi abbandona animali o li detiene in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze, con arresto fino a un anno o ammenda fino a 10.000 euro.
Diverso invece il piano del regolamento comunale, che all’art. 4 impone a chi detiene un animale precisi obblighi: garantire cibo, acqua, cure sanitarie, movimento, pulizia e condizioni di vita adeguate. Violazioni che, in molti casi, comportano solo sanzioni amministrative.
In questo caso, però, la linea è stata tracciata con decisione: non una semplice irregolarità, ma maltrattamento penalmente perseguibile.
Oggi il cane sta bene: è stato adottato e ha trovato una nuova famiglia. Ma il valore di questa vicenda va oltre il singolo episodio.
Come sottolinea il consigliere delegato alla tutela del benessere degli animali Giuseppe Rea, si tratta di un risultato importante che dimostra quanto sia fondamentale il ruolo della Garante, che opera gratuitamente mettendo a disposizione competenze e tempo per la comunità.
Un impegno motivato, si legge, dall’amore verso gli animali, riconosciuti come esseri senzienti anche dalla Costituzione, e spesso “i più deboli tra i deboli”.
Un lavoro silenzioso, ma concreto, che rafforza un principio sempre più chiaro: la tutela degli animali non è solo una questione etica, ma anche giuridica.
E a Verona, oggi, questo principio ha trovato piena applicazione.













