ATER Verona mette a segno un altro passaggio pesante sul fronte della transizione energetica. L’ente scaligero ha infatti agganciato una nuova occasione legata al REPowerEU, il capitolo del PNRR pensato per rafforzare l’autonomia energetica nazionale, tagliare la dipendenza dalle fonti fossili e spingere la riqualificazione del patrimonio pubblico.
Il piano è di quelli importanti: oltre 46,7 milioni di euro di interventi per migliorare l’efficienza energetica di 621 alloggi distribuiti in 55 edifici tra Verona e provincia.
L’operazione si inserisce nell’investimento 17 della Missione 7 del PNRR e rappresenta un nuovo tassello nella strategia di ammodernamento del patrimonio di ATER Verona. Il consiglio di amministrazione si è mosso nei tempi richiesti dal GSE per poter accedere al finanziamento: l’8 agosto 2025 era stata avviata la procedura di evidenza pubblica tramite project financing, mentre il 18 febbraio scorso sono state approvate le proposte arrivate per i due lotti di intervento, dichiarandone l’interesse pubblico. Il responsabile unico del procedimento è il direttore Franco Falcieri.
Il 9 marzo, data fissata per la presentazione delle offerte, sono arrivate in tutto quattro proposte: due per il primo lotto e due per il secondo. In questa fase sono in corso le istruttorie da parte della commissione giudicatrice.
Nel dettaglio, il primo lotto riguarda 300 alloggi e 28 edifici, tutti in provincia, per un valore di 23 milioni e 914 mila euro. Il secondo lotto invece interessa 321 alloggi, di cui 68 in città e 253 in provincia, distribuiti su 27 edifici, per un importo di 22 milioni e 841 mila euro.
Sul piano tecnico, gli interventi previsti sono ampi e mirano a un salto concreto nella qualità energetica degli immobili: isolamento termico, sostituzione completa dei serramenti, installazione di schermature solari, nuovi impianti centralizzati a pompa di calore al posto degli impianti autonomi, fotovoltaico e illuminazione a LED ad alta efficienza negli spazi comuni.
Per ATER Verona non si tratta solo di cantieri, ma di una scelta che punta a tenere insieme sostenibilità, qualità dell’abitare e tutela sociale, con benefici attesi soprattutto per le famiglie che vivono negli alloggi pubblici.
Matteo Mattuzzi, presidente di ATER Verona, sottolinea il senso dell’operazione: “Il nostro mandato è stato caratterizzato da grandi interventi e grande sensibilità verso l’efficientamento energetico, ma soprattutto verso le fasce più deboli”. E aggiunge: “anche questo intervento ne è la dimostrazione, l’obiettivo ora è quello aggiudicare le gare in maniera da poter accedere alla Misura del REPowerEU del PNRR e del Conto Termico 3.0; a quel punto ATER VERONA potrà dire di aver riqualificato un’ulteriore fetta del proprio patrimonio che, associato agli interventi eseguiti con il Superbonus 110% ed il PNRR, porta a 2.102 alloggi riqualificati dal punto di vista energetico, ossia più del 40% degli alloggi complessivi; un ottimo lavoro quello svolto da ATER”.
La ricaduta, evidenzia ancora Mattuzzi, sarà concreta anche per gli inquilini: “che consente di migliorare la qualità abitativa degli alloggi con anche un risparmio economico concreto per oltre un migliaio di inquilini, riducendo oltretutto l’impatto ambientale degli edifici”.
Il dato politico-amministrativo più forte resta proprio questo: con questo nuovo pacchetto di interventi, sommato a quelli già realizzati con Superbonus 110% e PNRR, ATER Verona arriva a 2.102 alloggi riqualificati energeticamente, cioè oltre il 40% del patrimonio complessivo. Un numero che racconta bene la portata dell’operazione e che conferma come la casa pubblica possa diventare uno dei terreni più concreti su cui misurare la transizione ecologica.













