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Stop ai test sui cani a Verona: il Tar sospende le sperimentazioni Aptuit

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Svolta giudiziaria sul fronte della sperimentazione animale a Verona. Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta di LAV (Lega Anti Vivisezione), disponendo la sospensione delle sperimentazioni sui cani nei laboratori della multinazionale farmaceutica Aptuit.

Una decisione destinata a far discutere, che apre un nuovo capitolo nel delicato equilibrio tra ricerca scientifica e tutela degli animali.


⚖️ La decisione del Tar

Il provvedimento arriva dopo l’udienza del 10 marzo 2026, in cui LAV aveva chiesto la sospensione immediata delle autorizzazioni ministeriali relative agli esperimenti di telemetria sui cani.

Il giudice amministrativo ha accolto la richiesta, sottolineando un principio chiave: “Rilevato che nel bilanciamento degli interessi, il dolore, la sofferenza, il distress e più in generale i danni alla salute degli animali impiegati nella sperimentazione, in quanto ontologicamente irreparabili, risultano prevalere sulla continuità di un’attività di ricerca che si protrae da anni”.

La sperimentazione resterà quindi ferma almeno fino all’udienza di merito fissata per il 22 settembre 2026, quando verrà valutata la legittimità dell’autorizzazione rilasciata dal Ministero della Salute.


🐾 Le accuse di LAV

Dura la posizione di LAV, che da anni contesta questo tipo di pratiche. Michela Kuan, biologa e consulente scientifica dell’associazione, dichiara: “Un ulteriore passo miliare per la ricerca è stato fatto dal TAR del Lazio che conferma quanto diciamo da anni: basta vivisezione! Un’altra ricerca è possibile e doverosa per l’avanzamento della scienza nel rispetto delle vite animali, umane e dell’ambiente e ogni irregolarità non deve rimanere impunita dietro al muro di gomma di chi usa animali”.

Secondo l’associazione, gli esperimenti prevedono procedure invasive, con impianti chirurgici di sonde ed elettrodi per monitorare parametri vitali, causando dolore, stress e alterazioni comportamentali negli animali.

La richiesta di sospensiva nasce proprio dalla necessità di evitare che altri cani vengano sottoposti a tali pratiche prima che venga chiarita la regolarità dell’intero iter autorizzativo.


🏥 La replica di Aptuit

Di segno opposto la posizione di Aptuit, che difende il proprio operato e sottolinea i rischi della decisione per la ricerca medica.

L’amministratore delegato Maria Pilla afferma: “Siamo davanti a una decisione che rischia di pregiudicare cure fondamentali per moltissime persone. Aptuit ribadisce il proprio impegno nella ricerca scientifica per scoprire e sviluppare, nel pieno rispetto delle leggi e delle normative etiche, nuove terapie per malattie rare e incurabili, ricorrendo alla sperimentazione animale, peraltro prevista come obbligo di legge, solo quando non esistono efficaci e valide alternative”.

L’azienda evidenzia inoltre che le presunte irregolarità non avrebbero trovato riscontro nei numerosi controlli effettuati negli anni e si dice pronta a chiarire ogni aspetto con la Procura di Verona.


🔍 Una partita ancora aperta

La vicenda resta quindi aperta e si giocherà nei prossimi mesi. Da una parte le associazioni animaliste, che chiedono lo stop definitivo alla vivisezione; dall’altra il mondo della ricerca, che rivendica il ruolo della sperimentazione animale nello sviluppo di nuove cure.

Nel mezzo, una decisione del giudice che, almeno per ora, mette al primo posto la tutela degli animali.



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