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Focus: “Chi sarà il prossimo Presidente del Consiglio?” (Prof. Riccardo Pelizzo)

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Riccardo Pelizzo


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In un articolo precedente (Focus: “Chi sarà il prossimo Presidente” (Prof. Riccardo Pelizzo) – Mattino di Verona) si è discusso di chi possa diventare il nuovo Presidente della Repubblica alla scadenza del mandato del Presidente Mattarella.Visto che la scelta del futuro presidente dipenderà in larga misura anche da quale sarà la composizione delle Camere, si può provare a immaginare chi vincerà le nuove elezioni.

La Presidente del Consiglio Meloni è brava e capace ed è a capo di uno dei governi più duraturi delle Repubblica Italiana – cosa che, da sola, conferma le sue doti. E’ circondata da una classe dirigente più o meno competente, nel senso che alcuni delle persone che ha scelto per guidare alcuni dicasteri sono oggettivamente bravi, mentre altri non lo sono. A prescindere dalla qualità delle scelte politiche, che può trovare più o meno condivisibili a seconda del proprio orientamento politico, è innegabile che il Governo Meloni sia responsabile per il primo miglioramento del rating fatto da Moody’s in 23 anni. Per cui, la Presidente del Consiglio e il suo governo hanno dei meriti oggettivi.

Sarà sufficiente per vincere le prossime elezioni? Probabilmente no, per almeno tre motivi.

Il primo motivo è che se si va a vedere o rivedere i risultati delle elezioni che si sono tenute dal 1994 in poi si vede che nessuna coalizione di maggioranza che ha vinto in una tornata elettorale ha vinto anche in quella successiva. Il Centro-Destra vinse nel 1994, nel 2001, nel 2008 e nel 2022, il Centro-Sinistra vinse nel 1996, nel 2006 e nel 2013 e nel 2018, anche se il Centro Destra prese più voti, non ne prese abbastanza per vincere le elezioni. Per cui, se il trend rimane questo, è improbabile che dopo aver vinto le elezioni nel 2022, la coalizione guidata dalla Meloni possa vincere anche le prossime elezioni.

Il secondo motivo è che benché il Centro-Destra sia oggi accreditato di un 46,6 per cento delle preferenze, questo 46,6 per cento include anche il 3,2 per cento di Vannacci e, come rilevato in un articolo precedente (Focus: “Vannacci, Meloni e le prossime elezioni” (Prof. Riccardo Pelizzo) – Mattino di Verona), non è detto che tutti coloro che vogliono votare per il Generale Vannacci siano disposti a farlo se si allea con Giorgia Meloni. Non solo l’eventuale inclusione di Vannacci in una versione allargata del Centro-Destra potrebbe spiacere a quegli elettori di Centro-Destra che possono arrivare a simpatizzare per la destra annacquata dell’Onorevole Meloni ma non per una destra più muscolosa come quella di Vannacci. Non solo sul fronte del Centro-Sinistra il cosiddetto Campo Largo è accreditato di un 45,54 per cento. Per cui al Centro-Sinistra per vincere basta che un eventuale matrimonio fra Vannacci e il Centro-Destra non produca gli sperati effetti elettorali.

Il terzo motivo è che gli elettori del Generale Vannacci hanno molto in comune con le destre radicali europee, ma molto meno con il Centro-Destra dell’Onorevole Meloni. Gli elettori di Vannacci, come quelli delle destre europee, sono moderatamente anti-atlantisti, sono fortemente anti-europeisti, e sono fortemente avversi all’idea che si debba supportare l’Ucraina in funzione anti-russa. Alle destre estreme l’Iran non dispiace, mentre attaccarlo dispiace molto. Il Governo Meloni invece, come anche il Centro-Sinistra della Schlein, è filo-Americano, filo-europeo, e filo-ucraino. Per cui non si capisce come, date tali e tante differenze, gli elettori della destra-destra possano lasciarsi convincere a supportare un secondo Governo Meloni.

Le divisioni programmatiche, la scarsa coalizionabilità delle varie destre, e la propensione degli elettori italiani a non confermare una coalizione al governo per due mandati consecutivi fanno pensare che al Governo Meloni non succederà un Governo Meloni 2.

Riccardo Pelizzo

Professore e Acting Dean della Graduate School of Public Policy, Nazarbayev University



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