Un Pala AGSM AIM ancora una volta sold out (quinta volta stagionale) non basta alla Rana Verona, che cade 0-3 contro una Sir Susa Vim Perugia in versione deluxe. Gli umbri giocano una pallavolo pulita, concreta, quasi chirurgica. I gialloblù di Coach Soli provano a restare agganciati al match, ma nei momenti chiave sono gli ospiti a fare la differenza.
Il risultato finale – 15-25, 21-25, 23-25 – racconta di una gara in crescendo per Verona, ma sempre con Perugia un passo avanti.
Primo set: Perugia detta legge
Dopo un avvio equilibrato (4-4 con le giocate di Keita e Mozic), Perugia cambia marcia. Gli ace e la regia illuminata di Simone Giannelli scavano il primo solco. Darlan prova a scuotere i suoi con la parallela, ma Ben Tara, Semeniuk e Plotnytskyi chiudono senza sbavature: 15-25.
Secondo set: Verona ci prova, ma non basta
La reazione scaligera arriva. Darlan firma punti pesanti (chiuderà con 17 e un clamoroso 73% in attacco), Nedeljkovic alza il muro e Keita trova soluzioni da seconda linea. Il set resta in equilibrio fino al 15-17, poi Perugia accelera con cinismo. Verona annulla un set point, ma è ancora Plotnytskyi a spegnere le speranze: 21-25.
Terzo set: orgoglio gialloblù
Nel terzo parziale la Rana Verona resta più a lungo in scia. L’ace di Keita riaccende il pubblico (14-17), il turno al servizio di Sani riporta sotto gli scaligeri (19-21). Ma nei momenti decisivi Semeniuk colpisce due volte da posto quattro e Perugia chiude 23-25.
I numeri della partita
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Attacco: Verona 53% – Perugia 65%
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Ricezione: Verona 33% – Perugia 49%
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Ace: Verona 4 – Perugia 5
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Muri: Verona 4 – Perugia 3
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MVP: Simone Giannelli
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Spettatori: 5.189
Il dato che pesa? La differenza in efficienza offensiva e qualità di ricezione. Perugia ha giocato una pallavolo quasi perfetta, con continuità e pochissimi errori gratuiti.
Testa a Modena, poi Supercoppa
Ora non c’è tempo per rimuginare. Mercoledì trasferta a Modena per l’ultima giornata di Regular Season, poi la Supercoppa a Trieste nel prossimo weekend.
La Rana Verona dovrà ritrovare solidità in ricezione e maggiore continuità nei momenti caldi. Il pubblico c’è, l’entusiasmo pure. Serve l’ultimo salto di qualità per arrivare all’appuntamento che conta con la faccia giusta.
La corsa non è finita. Ma ora serve una reazione vera.













