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AGSM-AIM verso “Magis”: il Consiglio dà il via libera al nuovo nome

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Un passo formale, ma dal forte peso simbolico. Il Consiglio comunale di Verona ha approvato con 21 voti favorevoli e 1 astenuto la delibera che autorizza la modifica dell’articolo 1 dello statuto di AGSM AIM Spa, aprendo così la strada al “battesimo” del nuovo soggetto unico: Magis.

Non è ancora il cambio di nome ufficiale, ma il passaggio necessario per consentire all’assemblea straordinaria della società di deliberare la nuova denominazione.

Il percorso iniziato nel 2020

A illustrare la delibera è stato il sindaco Damiano Tommasi, che ha ripercorso le tappe dell’aggregazione tra le storiche municipalizzate di Verona e Vicenza.

“Arriviamo oggi in Consiglio al termine di un percorso iniziato nell’ottobre 2020, quando le amministrazioni di Vicenza e Verona decisero di unire, attraverso un’aggregazione, le due storiche aziende delle rispettive città. Aziende che hanno rappresentato, e rappresentano tuttora, una parte importante della storia e dell’identità dei nostri territori, non solo per i servizi erogati, ma anche per il grande numero di famiglie coinvolte dal punto di vista occupazionale”, ha spiegato.

Dopo la fase iniziale sotto la denominazione “AGSM-AIM”, con il piano industriale 2025-2030 e il rinnovo del Cda è maturata l’esigenza di un’identità nuova, non più percepita come semplice somma di due realtà.

“Più che un semplice cambio di nome, si tratta quindi di un vero e proprio ‘battesimo’”, ha sottolineato il sindaco.

L’obiettivo è rafforzare l’identità unitaria e migliorare il posizionamento competitivo rispetto ai grandi player nazionali come A2A, Hera, Iren e Acea.

Il nodo del metodo

Il dibattito in aula si è concentrato soprattutto sul rispetto delle procedure.

La consigliera di Fratelli d’Italia Maria Fiore Adami ha sollevato una questione formale, contestando la tempistica.

“Mi chiedo allora perché siamo chiamati oggi a votare questa proposta di delibera quando il nuovo nome è stato presentato ufficialmente durante le festività natalizie, di fatto anticipando e svuotando il ruolo di ratifica del Consiglio comunale”, ha dichiarato.

Sulla stessa linea il consigliere Massimo Mariotti di Fratelli d’Italia:
“Il rispetto delle procedure statutarie è sostanza, non dettaglio. Se esistono norme che prevedono determinati passaggi, vanno rispettate”.

Critico anche Salvatore Papadia di Forza Italia, che ha parlato di mancato confronto preventivo con le opposizioni.

La maggioranza difende l’iter

Di diverso avviso la maggioranza.

Per Giacomo Cona, la delibera rappresenta un passaggio strategico:
“Il nuovo nome, Magis, esprime l’idea di crescita, di energia moltiplicata e di visione strategica. In un contesto in cui l’energia è sempre più centrale anche sul piano geopolitico, è fondamentale sostenere un’azienda sana, in espansione e fiore all’occhiello del territorio”.

Il consigliere Carlo Beghini del Partito Democratico ha richiamato il piano industriale e gli investimenti da 1,2 miliardi nei prossimi cinque anni, parlando di un’operazione coerente con una visione nazionale.

A chiudere il confronto è stato Alberto Falezza del Partito Democratico:
“Oggi non stiamo cambiando direttamente il nome della società, ma stiamo autorizzando il Sindaco o un suo delegato a votare favorevolmente in assemblea straordinaria la modifica dell’articolo 1 dello Statuto. Sarà l’assemblea della società a deliberare formalmente il cambio di denominazione”.

Il passaggio tecnico

Il sindaco Tommasi ha chiarito il punto procedurale: per partecipare e votare in assemblea straordinaria sulla modifica statutaria, il primo cittadino deve avere un mandato del Consiglio comunale.

“È esattamente questo il passaggio che stiamo facendo oggi. Non c’è alcuna elusione dello Statuto, anzi lo stiamo rispettando”.

Ora la palla passa all’assemblea straordinaria della società. Se tutto procederà secondo l’iter previsto, AGSM AIM diventerà ufficialmente Magis, segnando l’ultimo tassello di un percorso di integrazione iniziato cinque anni fa tra Verona e Vicenza.

Un cambio di nome, sì. Ma soprattutto un cambio di identità per una delle principali multiutility del Nord Italia.



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