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Hellas, contestazione dopo gara. Zanetti a rischio, società riunita per decidere

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La sconfitta contro l’Udinese lascia strascichi pesanti. Non solo in classifica, ma anche sul piano ambientale e societario. In casa Hellas Verona è tempo di riflessioni profonde: la proprietà si è riunita per valutare l’immediato futuro, con la posizione di Paolo Zanetti che resta in bilico. Un cambio di rotta non è escluso.

Nel frattempo, all’esterno del Bentegodi, è andata in scena una contestazione accesa nell’immediato dopo partita. Un centinaio di tifosi gialloblù ha intonato cori durissimi, indirizzati in particolare verso la proprietà Presidio, segnale di una frattura sempre più evidente tra società e piazza.


Le parole di Paolo Zanetti

Il tecnico resta in piedi, almeno a parole. Prova a combattere, ma la sensazione è quella di una squadra arrivata scarica fisicamente e mentalmente, con poche armi da opporre a un avversario più strutturato.

«Siamo in una condizione emotiva difficile per tanti motivi, sono io a dover metterci la faccia e il primo pensiero va ai nostri tifosi, si meritano qualcosa di diverso rispetto a quello che stiamo facendo tutti quanti», ha spiegato Zanetti nel post gara.

Poi l’analisi tecnica, senza sconti:
«Abbiamo perso meritatamente, in campo c’era troppa differenza fisica e tecnica. Non siamo riusciti a starci dietro, il primo tempo l’abbiamo anche fatto ma poi non abbiamo avuto la forza di riprenderla».

Il momento è drammatico, ma l’allenatore rifiuta alibi e scorciatoie:
«In questo momento sarebbe facile per me prendermi tutti gli alibi possibili ma io non sono così, sono abituato a lottare ogni giorno, dovrei probabilmente salvare me stesso ma ripeto, non voglio prendermi alibi ma solo concentrarmi sul campo, per quello che succede fuori credo non sia io a metterci la faccia».

Fuori dallo stadio la protesta monta, dentro la sala stampa il tecnico prova a tenere la barra dritta:
«Provo una delusione infinita per nostri tifosi, comprendo il loro stato d’animo. Non fa parte di me gettare la spugna e finchè mi danno la possibilità io vado avanti e ci metto la faccia per i miei giocatori, per il mio direttore sportivo e per i miei tifosi».


“La barca non la abbandono”

Il messaggio finale è chiaro, quasi un manifesto personale:
«Sarebbe facile scappare, io la mia squadra non la abbandonerò mai per dare tutto quello che ho, come devono fare i giocatori, non so se basta ma lo dobbiamo fare. La barca non la abbandono, come ha fatto qualche giocatore magari che ha preferito invece fare una scelta più di comodo».

E sul mercato e sul rapporto con la società:
«Il mercato ci ha tolto due giocatori importanti, ne abbiamo altri fuori, ma siamo arrivati a queste partite ridotti all’osso e con condizione emotiva difficile. Fiducia nella proprietà? Ai tifosi non si può dire niente, hanno ragione, fa rabbia vedere la loro squadra ridotta così, noi dobbiamo continuare ad avere fiducia».

Infine, la difesa del direttore sportivo e un ultimo appello alla squadra:
«Io ho grandissima fiducia nel mio direttore sportivo, che oltre ad avere grandi capacità ama il Verona, sono sicuro che al di là di me farà di tutto e di più per cercare di cambiare questa situazione. E noi invece come squadra dobbiamo cercare di trovare delle motivazioni diverse».


Ora la palla passa alla società. Le prossime ore saranno decisive per capire se Paolo Zanetti resterà in sella o se l’Hellas imboccherà l’ennesima svolta tecnica, nel tentativo disperato di evitare una retrocessione che oggi appare sempre meno lontana.



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