È un attacco frontale quello che arriva da Patrizia Bisinella, capogruppo di Fare con Tosi, nei confronti dell’assessore Jacopo Buffolo. Al centro della polemica, l’utilizzo della Sala Delaini, spazio istituzionale del Comune di Verona, per la presentazione del Comitato per il NO al referendum di marzo.
“Siamo di fronte a un fatto gravissimo, che configura una violazione consapevole della legge e un comportamento incompatibile con il ruolo di amministratore pubblico”, afferma Bisinella, che chiede le dimissioni immediate dell’assessore.

Secondo la capogruppo, “l’assessore Buffolo ha utilizzato la Sala Delaini, spazio istituzionale del Comune di Verona, per convocare una conferenza stampa di presentazione del Comitato per il NO al referendum di marzo, piegando strutture pubbliche a un’iniziativa politica di parte”. Un comportamento che, a suo giudizio, costituirebbe una palese violazione della normativa sulla comunicazione istituzionale in periodo referendario.
Il richiamo alla legge
Bisinella richiama la circolare n. 1/2026 del 16 gennaio 2026 del Ministero dell’Interno, che ribadisce quanto previsto dall’art. 9, comma 1, della legge 22 febbraio 2000 n. 28: dalla convocazione dei comizi referendari e fino alla chiusura delle operazioni di voto, è vietata qualsiasi attività di comunicazione istituzionale, salvo quelle impersonali e strettamente indispensabili allo svolgimento delle funzioni dell’ente.
“Qui non siamo di fronte a un’interpretazione discutibile della norma, ma a una violazione diretta e consapevole della stessa”, sottolinea la capogruppo di Fare con Tosi.
Il metodo e il ruolo degli uffici
A rendere l’episodio ancora più grave, secondo Bisinella, sarebbe il metodo adottato. Nella richiesta di concessione della sala, l’assessore Buffolo non avrebbe indicato l’oggetto reale dell’iniziativa, omettendo informazioni essenziali e inducendo in errore gli uffici comunali.
“Questo comportamento non è una svista, ma un atto doloso che mina il rapporto di correttezza e lealtà tra amministratori e struttura comunale”, accusa la capogruppo.
Il nodo della Memoria
Alla vicenda si aggiunge un ulteriore elemento di scontro politico e istituzionale. Bisinella critica anche la scelta dell’assessore Buffolo di non partecipare alla seduta aperta del Consiglio comunale per il Giorno della Memoria e alle iniziative ufficiali sulla Shoah, nonostante la delega alla Memoria storica e ai diritti umani.
“La Shoah non è terreno di militanza ideologica né materia opinabile. È un fondamento della memoria civile europea e universale”, afferma Bisinella, definendo l’assenza “una mancanza gravissima, ancora più inaccettabile da parte di chi detiene una delega specifica su questi temi”.
La richiesta di dimissioni
“Questi fatti delineano un quadro di reiterata inadeguatezza istituzionale. Per questo riteniamo che l’assessore Buffolo non abbia più l’autorevolezza né la credibilità per ricoprire il proprio incarico”, conclude Bisinella.













