In occasione della Giornata mondiale della Pace, il consigliere regionale Stefano Valdegamberi (Lega) lancia un appello netto al Parlamento in vista del voto sulla conversione del decreto che proroga l’invio di armi all’Ucraina. Un passaggio parlamentare che, secondo l’esponente politico, rappresenta un banco di prova decisivo per la sovranità delle scelte italiane e per il ruolo delle Camere.
“Ritengo necessario rivolgere un appello chiaro non solo ai parlamentari della Lega, ma a tutti i parlamentari della coalizione di governo: non votare in Aula la conversione di questo decreto”, afferma Valdegamberi, sottolineando come la maggioranza degli italiani sia contraria alla prosecuzione dell’invio di armamenti.
Nel mirino anche la linea dell’Esecutivo guidato da Giorgia Meloni (FdI). “La riproposizione automatica dell’invio di armi non rappresenta una strategia di pace, ma il prolungamento di un conflitto che continua a produrre instabilità, vittime e gravi conseguenze economiche anche per l’Italia”, prosegue l’esponente leghista.
Secondo Valdegamberi, le posizioni del senatore Claudio Borghi e del generale Roberto Vannacci avrebbero avuto il merito di riportare al centro del dibattito politico una questione ormai non più rinviabile: il rapporto tra sicurezza, interesse nazionale e diplomazia. Una linea che, a suo avviso, dovrebbe essere fatta propria dall’intera Lega e dalla coalizione di governo.
Nel suo intervento, Valdegamberi indica anche un modello internazionale alternativo: “Esiste un’alternativa politica ed è sotto gli occhi di tutti: la linea seguita dal primo ministro ungherese Viktor Orbán, fondata sulla difesa dell’interesse nazionale, sulla richiesta di negoziati e sul rifiuto di un coinvolgimento militare sempre più profondo”.
Non manca una critica esplicita all’Unione Europea, accusata di esercitare pressioni politiche senza una visione strategica condivisa. “L’Italia non è un Paese marginale: senza l’Italia l’Unione Europea non avrebbe il peso politico ed economico che oggi rivendica. Non può accettare imposizioni che vanno contro la volontà dei cittadini”, aggiunge.
Secondo Valdegamberi, il voto parlamentare avrà un valore politico chiaro e leggibile dall’opinione pubblica: “Da questo voto emergerà con chiarezza il pensiero di ciascuno, un pensiero che sarà giudicato dai cittadini, la cui maggioranza è contraria all’invio di armi, soprattutto quando questo significa sottrarre risorse a sanità, welfare, famiglie e imprese”.
Da qui l’appello finale: “La maggioranza di governo non può limitarsi a ratificare decisioni prese altrove. Serve un segnale politico forte che riaffermi la centralità del Parlamento e punti con decisione sulla diplomazia”.
Per queste ragioni, Valdegamberi invita i parlamentari della Lega e della coalizione a non sostenere la conversione del decreto e a guardare con favore al piano di pace proposto da Donald Trump, ritenuto “l’unica iniziativa politica coraggiosa e pragmatica capace di aprire la strada a una soluzione negoziata del conflitto”.
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