La sicurezza nel Veronese torna al centro del dibattito politico, ma il tono si fa sempre più duro. Per il PARTITO DEMOCRATICO non c’è alcuna “vittoria” da rivendicare, bensì una strumentalizzazione continua di episodi gravi che attraversano tutta la provincia, indipendentemente dai colori politici delle amministrazioni.
La cronaca degli ultimi giorni parla chiaro: a San Giovanni Lupatoto un uomo distrugge la vetrina di un locale armato di machete; a Villafranca furti continui in abitazioni e ristoranti, con la Polizia locale in agitazione per la grave carenza di personale; a Peschiera un colpo da 30 mila euro in un negozio; a San Bonifacio degrado e occupazioni abusive nell’ex ospedale. Fatti diversi, stesso territorio, stesso problema.
Secondo il PD, alcuni esponenti del centrodestra avrebbero scelto la strada più facile: usare la zona rossa di Pradaval come bandiera politica, definendola una “vittoria” delle proprie denunce e la prova dell’insicurezza in città. Peccato, sottolineano i dem, che episodi analoghi nei Comuni amministrati dal centrodestra vengano archiviati come semplice cronaca.
Il messaggio è netto: la sicurezza non si ferma ai confini comunali e non può essere ridotta a una polemica di parte.
Il PD chiarisce anche il contesto istituzionale della misura tanto sbandierata. La zona rossa, ricordano, non è merito del centrodestra, ma un’ordinanza del Demetrio Martino, deliberata nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con la partecipazione di Prefetto, Questore, Sindaco di Verona, Presidente della Provincia e dei vertici di Carabinieri e Guardia di Finanza. Una misura temporanea, valida fino al 15 aprile 2026, basata su dati nazionali.
La domanda, a questo punto, diventa politica: se il Sindaco siede in quel Comitato, come si può parlare di inerzia? La decisione è stata condivisa nelle sedi istituzionali competenti.
A sintetizzare la posizione è Andrea Avanzi, capogruppo PD in Prima Circoscrizione, che mette l’accento su metodo e merito: “Per il PD la sicurezza è un tema centrale, affrontato stando assieme alle persone, ascoltando le loro preoccupazioni che facciamo nostre e riportiamo puntualmente nelle sedi istituzionali”.
La ricetta indicata è chiara: più risorse dallo Stato, più forze dell’ordine, politiche sociali capaci di prevenire il degrado. E un invito diretto ai parlamentari veronesi di centrodestra: battersi in sede di bilancio per personale e fondi aggiuntivi sul territorio, invece di usare ogni episodio come clava politica.
Il messaggio finale è un affondo senza sconti: meno propaganda, più responsabilità condivisa, perché la sicurezza – quella vera – non si costruisce a colpi di slogan.
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