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Bilancio 2026, maratona chiusa in anticipo: conti ok, ma scontro politico aperto

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Il Consiglio comunale di Verona ha approvato il bilancio di previsione 2026-2028 entro il 31 dicembre, per il terzo anno consecutivo. Quattro sedute sono bastate per licenziare il documento contabile, rispettando i tempi di legge e consentendo all’amministrazione di operare a pieno regime fin dal 1° gennaio.

Un risultato rivendicato dalla maggioranza come segnale di stabilità amministrativa, ma che non ha spento il confronto politico: il dibattito è stato ampio, partecipato e spesso acceso.

Numeri e voto finale

La delibera n. 110, relativa al bilancio di previsione 2026-2028 e alla nota di aggiornamento al Dup, è stata approvata con 22 voti favorevoli, 9 contrari e 1 astenuto.
Su 607 emendamenti presentati, 390 sono stati dichiarati ammissibili e 37 approvati: 19 della minoranza e 18 della maggioranza.

Hanno votato contro Paolo Rossi, Luigi Pisa e Salvatore Papadia (Forza Italia), Federico Sboarina e Rosario Russo (Battiti), Barbara Tosi (Verona per Tosi), Nicolò Zavarise (Lega), Maria Fiore Adami (Fratelli d’Italia) e Anna Bertaia (Lista Tosi Sindaco). Carla Padovani (Verona PER) si è astenuta.

La linea della maggioranza

Per il Partito Democratico, Fabio Segattini ha sottolineato che “questa amministrazione non sta aumentando le tasse”, ricordando che, nonostante inflazione e tagli ai trasferimenti statali, le tariffe delle mense comunali non sono aumentate dal 2019 e che oggi circa due terzi del costo è sostenuto dal Comune.

Carlo Beghini (Pd) ha parlato di “un bilancio equilibrato e lungimirante”, approvato in tempo utile per il terzo anno consecutivo.

Per la lista Damiano Tommasi Sindaco, Annamaria Molino ha rivendicato una visione che mette al centro persone e qualità della città, con investimenti su sociale, ambiente, manutenzioni, sicurezza, cultura e scuole, senza aumentare tasse e tariffe. Particolare attenzione è stata dedicata al tema casa, indicato come una delle emergenze più sentite, e al rafforzamento dei servizi di prossimità.

Il sindaco

In chiusura è intervenuto il sindaco Damiano Tommasi, ringraziando uffici e consiglieri: “approviamo il bilancio entro fine anno, in modo da poter mettere a terra fin da subito i nostri obiettivi”.

Bertucco: numeri e vincoli

A difendere l’impianto del bilancio è stato l’assessore al Bilancio Michele Bertucco, che ha risposto alle critiche sostenendo che spesso il confronto si è allontanato dai dati: “ho assistito a un dibattito in cui si è parlato di tutto tranne che del bilancio”.

Bertucco ha richiamato i tagli ai trasferimenti statali, pari a 9 milioni di euro su una spesa corrente di circa 370 milioni, ricordando che nel 2026 si chiuderà anche la storica operazione sui derivati del 2006, che porterà il bilancio complessivo oltre i 930 milioni di euro, ma solo per quell’anno.

Sulla sicurezza ha citato la posizione dell’Anci, ribadendo che servono risorse adeguate, politiche integrate e un rafforzamento reale delle presenze delle forze dell’ordine. Sul sociale e sull’emergenza abitativa ha rivendicato la scelta di investire risorse comunali nonostante i tagli statali. La conclusione è stata netta: “le alternative erano tagliare i servizi o aumentare le tasse. Noi non abbiamo fatto né l’una né l’altra cosa”.

Le critiche dell’opposizione

Dall’opposizione sono arrivate contestazioni trasversali. Federico Sboarina (Battiti) ha parlato di assenza di una visione complessiva, sostenendo che l’assessore ha insistito più su ciò che manca che su un progetto di città. Rosario Russo (Battiti) ha criticato l’assenza di politiche sulla natalità e chiesto più risorse per polizia locale, abbattimento delle barriere architettoniche e illuminazione pubblica. Salvatore Papadia (Forza Italia) ha posto l’accento sulle condizioni di lavoro del personale comunale e su una viabilità gestita con poco confronto preventivo. Carla Padovani (Verona PER) ha riconosciuto l’attenzione al sociale, ma ha segnalato criticità su manutenzioni, consulenze esterne e attuazione delle mozioni già approvate.

Approvazione nei tempi, confronto aperto

Il bilancio 2026 passa dunque l’esame dell’aula nei tempi previsti, consentendo all’amministrazione di partire senza esercizio provvisorio. Il confronto politico, però, resta aperto: tra chi rivendica conti in ordine senza nuove tasse e chi denuncia la mancanza di una visione strategica, il documento contabile si conferma il terreno su cui si misura la rotta futura di Verona.



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