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Fondazione Bentegodi, terremoto ai vertici: dimissioni in diretta di Pasetto e Todeschini. Centrodestra all’attacco: “Giunta Tommasi nel caos”

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Giorgio Pasetto


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Una scena mai vista prima in Comune: durante la seduta di ieri della Commissione Controllo, il presidente della Fondazione Bentegodi, Giorgio Pasetto, e il vicepresidente Francesco Todeschini hanno annunciato le proprie dimissioni in diretta, un gesto clamoroso che ha immediatamente acceso lo scontro politico.

Un fatto definito da più parti “senza precedenti” e che arriva nel pieno di una stagione già segnata da tensioni interne alla maggioranza e da frizioni con diversi enti partecipati.


Rossi (“Verona Domani”): “Un fallimento certificato. Solidarietà a Pasetto”

Il capogruppo di Verona Domani, Paolo Rossi, parla di “stupore e rammarico” per quanto accaduto, definendo l’episodio “un primato per Tommasi e la sua giunta”.
Rossi sottolinea come le dimissioni giungano “alla luce della mancanza di considerazione verso l’ente, a fronte di promesse naturalmente mai mantenute”, interpretandole come la prova del “fallimento dell’amministrazione Tommasi”.

Per Rossi, il gesto dei due vertici è il segno più evidente dell’incapacità di questa maggioranza: “I vertici scelti dal sindaco preferiscono dimettersi piuttosto che rimanere a incassare sconsolanti dinieghi ad ogni richiesta. Di contro, i soldi per iniziative ideologiche non mancano mai.”

Il consigliere esprime infine “solidarietà al Presidente Pasetto per quanto fatto a titolo gratuito presso una delle fondazioni più importanti per lo sport e i giovani della nostra città”.


On. Padovani (FdI): “Situazione gravissima. La maggioranza non regge più”

Duro anche il commento dell’onorevole Marco Padovani (Fratelli d’Italia), che considera la doppia dimissione “un fatto di gravità istituzionale senza precedenti”.

Secondo Padovani, l’episodio conferma un malessere interno sempre più evidente:
“È l’ennesima conferma di un disagio ormai palese all’interno della maggioranza: prima il caso Bertucco, oggi un’altra figura scelta dal sindaco che decide di lasciare denunciando promesse non mantenute e mancanza di attenzione.”

Per il deputato, la vicenda mostra in modo inequivocabile la fragilità dell’amministrazione:
“Quando le criticità vengono denunciate non dall’opposizione, ma da figure nominate dal sindaco, significa che il problema è più profondo.”

Padovani guarda già alle prossime elezioni: “Il 2027 si avvicina. Verona avrà l’occasione di scegliere un’amministrazione capace e coesa. Noi continueremo a costruire un’alternativa solida e pronta a governare.”


Borchia (Lega): “Strutture nel degrado, maggioranza nel caos”

Molto critico anche il segretario provinciale della Lega, Paolo Borchia, che parla di “sport nel degrado e maggioranza nel caos”.

Da Bruxelles, Borchia ricostruisce i passaggi che hanno portato al gesto dei due vertici:
“Pasetto ha denunciato una situazione strutturale indecorosa: impianti fatiscenti, muffa, docce non funzionanti e oltre duemila famiglie che non si sentono tutelate. Di fronte a tutto questo, la maggioranza ha opposto un muro di gomma.”

Per il segretario, le dimissioni sanciscono una rottura insanabile:
“È un fatto politico di enorme rilievo, perché certifica la spaccatura all’interno della maggioranza e l’incapacità della giunta di governare. Le strutture cadono a pezzi e invece di risolvere i problemi la maggioranza litiga.”

Ancora più diretto il giudizio finale:
“Il Comune ha dimostrato di non saper gestire nemmeno l’ordinaria amministrazione. È inaccettabile che un amministratore debba arrivare a un gesto così netto per essere ascoltato.”


Una crisi che pesa sul futuro dello sport veronese

La Fondazione Bentegodi — istituzione con oltre 150 anni di storia e punto di riferimento per migliaia di atleti, famiglie e società sportive — vive ora una fase di totale incertezza. Le dimissioni improvvise dei vertici aprono un problema operativo immediato e, soprattutto, un fronte politico che difficilmente si chiuderà a breve.

Per l’amministrazione Tommasi si tratta di un passaggio critico, che mette in discussione la tenuta della maggioranza e accende i riflettori sul rapporto con gli enti partecipati.

Una vicenda destinata a far discutere Verona ancora a lungo.



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