Il caso del drappo dei Vigili del Fuoco in occasione di Santa Barbara arriva a Roma. Il senatore Matteo Gelmetti (FdI) ha presentato un’interrogazione al Ministro della Cultura chiedendo chiarezza su una decisione che, nelle scorse settimane, ha creato sorpresa e irritazione in città.
La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio aveva infatti inizialmente negato l’autorizzazione all’esposizione del tradizionale drappo dei Vigili del Fuoco su un edificio affacciato su Piazza delle Erbe, citando un presunto “eccessivo impatto visivo” sul contesto monumentale. Un diniego poi superato, ma che ha lasciato aperti molti interrogativi.
Il nodo della disparità: a Palazzo Barbieri i drappi ci sono da anni
L’interrogazione di Gelmetti punta i riflettori su ciò che appare come una evidente incongruenza amministrativa. Mentre in Piazza Erbe la Soprintendenza ha inizialmente opposto il suo rifiuto, su Palazzo Barbieri — sede del Comune e affacciato direttamente su Piazza Bra — da anni vengono esposti drappi di grandi dimensioni, in posizione altamente visibile e nel pieno cuore monumentale della città.
E qui la domanda chiave: quei drappi sono stati autorizzati formalmente?
Secondo Gelmetti, nella documentazione finora nota non risulta alcun provvedimento della Soprintendenza che ne disciplini esposizione, durata o compatibilità con il contesto storico-artistico.
Eppure i due drappi campeggiano da anni sulla facciata comunale, senza che sia stato sollevato un tema di “impatto visivo”, lo stesso motivo usato per fermare — almeno in un primo momento — il drappo dei Vigili del Fuoco in Piazza Erbe.
Le richieste al Ministro: “Servono trasparenza e uniformità”
Nel testo, il sen. Gelmetti chiede al Ministero:
- se i drappi esposti su Palazzo Barbieri siano stati formalmente autorizzati, e con quali valutazioni tecnico-scientifiche;
- quali criteri abbiano portato a negare inizialmente il drappo dei Vigili del Fuoco in Piazza Erbe pur tollerando (o autorizzando) quelli presenti in Piazza Bra;
- se non sia necessario intervenire per garantire coerenza e parità di trattamento nelle decisioni della Soprintendenza;
- se non sia opportuno predisporre linee guida chiare per l’installazione temporanea di drappi e pannelli celebrativi, così da evitare futuri contrasti e interpretazioni divergenti.
Una vicenda che tocca identità e istituzioni
Il drappo dei Vigili del Fuoco, ricorda il senatore, è un simbolo profondamente sentito dalla comunità veronese, e la sua esposizione rappresenta un atto di riconoscenza verso un Corpo che gode di rispetto unanime. Per questo motivo il diniego iniziale ha sollevato non solo un dibattito tecnico, ma anche una riflessione più ampia sul rapporto tra tradizione, istituzioni e tutela del patrimonio culturale.
Con l’interrogazione depositata, Gelmetti chiede ora al Ministero di fare piena luce su una gestione che rischia di apparire disomogenea e potenzialmente disparitaria.
Verona attende risposte.













