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Autovelox non omologati a Torri del Benaco: l’associazione Altvelox diffida il Comune dopo la sentenza della Cassazione

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Torna sotto i riflettori la questione degli autovelox privi di omologazione. Questa volta al centro della polemica finisce il Comune di Torri del Benaco, destinatario di una dura diffida da parte dell’Associazione Altvelox, firmata dal presidente Gianantonio Sottile Cervini, che chiama in causa direttamente il sindaco Stefano Nicotra, il dirigente della Polizia Locale e lo stesso Prefetto di Verona.

La diffida prende le mosse dalla recente e pesante pronuncia della Corte di Cassazione – sezione VI penale, sentenza n. 36051/2025 – che, ancora una volta, ha stabilito che gli apparecchi dotati della sola approvazione ministeriale non possono essere utilizzati per accertare le violazioni dei limiti di velocità. Secondo l’associazione, il Comune avrebbe continuato a utilizzare dispositivi non conformi, con verbali che sarebbero destinati all’annullamento.

Nel testo inviato all’amministrazione comunale, Altvelox parla di condotte “gravi, sistematiche e non più tollerabili”, accusando il Comune di proseguire con le sanzioni “in aperta violazione della legge e della giurisprudenza consolidata”. Non solo: l’associazione richiama anche i profili penali emersi dalla Cassazione, che ha riconosciuto il fumus dei reati di frode in pubbliche forniture e falso ideologico per induzione nei confronti dei fornitori degli strumenti non omologati.

Altvelox contesta inoltre la scelta del Comune di mantenere in attività apparecchi che, secondo la diffida, dovrebbero essere immediatamente disattivati. Un comportamento che – sempre secondo la lettera – potrebbe esporre l’ente a responsabilità amministrative e contabili, in quanto basato su entrate contra legem e su un contenzioso definito “del tutto prevedibile”.

Il Comune ha ora 48 ore per fornire una risposta e comunicare l’eventuale sospensione delle sanzioni e l’avvio delle procedure di autotutela. In caso contrario, l’associazione annuncia l’intenzione di presentare una denuncia formale alla Procura della Repubblica e alla Procura regionale della Corte dei Conti, oltre a informare nuovamente il Prefetto.

Una vicenda destinata a creare un terremoto non solo politico ma anche amministrativo, considerando che casi analoghi stanno emergendo in tutta Italia. A Torri del Benaco si attende ora la replica del sindaco Nicotra, che potrebbe arrivare già nelle prossime ore.



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