Allarme culle vuote in Veneto: nei primi sette mesi del 2025 le nascite sono calate del 6,4% rispetto allo scorso anno. Il numero medio di figli per donna si ferma a 1,20, mentre l’età media al parto sale a 32,7 anni 👶.
«I dati diffusi oggi dall’Istat – sottolinea Sara Gini, candidata PD al Consiglio regionale – evidenziano che il fenomeno della denatalità in Italia e nella nostra regione continuano a registrare valori sempre più bassi: la combinazione di pochi nati, tasso di fecondità ridotto e forte invecchiamento demografico sono le sfide per il futuro del Paese. Dobbiamo intervenire con politiche volte a rafforzare e ampliare i servizi di supporto alle famiglie con figli, in particolare asili nido, servizi alla prima infanzia, sostegno economico alle famiglie con figli piccoli; incentivare modelli di lavoro più flessibili e compatibili con la genitorialità (smart working, orari flessibili, congedi paterni estesi). Bisogna promuovere campagne culturali che incoraggino una distribuzione più equilibrata dei compiti familiari tra uomini e donne. Serve, poi, un monitoraggio continuo dei dati demografici a livello nazionale e regionale come Veneto per valutare efficacia degli interventi e adattare le politiche al contesto locale».
📉 Il quadro regionale conferma che la denatalità non è solo un problema nazionale, ma un fenomeno che colpisce anche i singoli territori. Le conseguenze si fanno sentire sui servizi alle famiglie e sulla sostenibilità del sistema demografico nel lungo periodo 🕰️. Una realtà strutturale che richiede risposte altrettanto strutturali.
Aggiunge Sara Gini: «La fecondità non è solo una “scelta individuale” isolata, ma è fortemente influenzata da un sistema di lavoro, welfare, cultura della famiglia, distribuzione dei compiti domestici e sistema abitativo, come ha spiegato in uno studio la prof.ssa Claudia Goldin, economista della Harvard University e vincitrice del Premio Nobel per l’Economia 2023. La professoressa ha inoltre evidenziato che le nazioni che hanno adottato modelli nei quali gli uomini assumono una parte significativa del carico domestico/familiare e le politiche pubbliche sostengono l’equilibrio fra lavoro e famiglia, tendono a mostrare una fecondità relativamente più alta (o un calo meno accentuato). Goldin, inoltre, evidenzia che il semplice progresso economico non garantisce un ritorno della natalità: serve che le trasformazioni del lavoro e della famiglia si compongano efficacemente con le scelte delle donne e degli uomini».
💬 Un messaggio chiaro, quello di Sara Gini: per invertire la rotta serve una visione politica e culturale nuova, che metta davvero al centro le famiglie, le donne e i giovani del Veneto.













