Home Ambiente CGIA di Mestre: le banche riaprono i rubinetti del credito. Ma non a Verona e Treviso

CGIA di Mestre: le banche riaprono i rubinetti del credito. Ma non a Verona e Treviso

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In Veneto cresce solo Vicenza e Venezia: -868 milioni di euro alle imprese della regione

Se in Italia il credito alle imprese torna a crescere dopo oltre due anni di calo continuo, in Veneto la musica è diversa. A denunciarlo è l’Ufficio studi della CGIA di Mestre, che evidenzia come tra dicembre 2024 e luglio 2025 i prestiti alle imprese venete siano diminuiti di 868 milioni di euro, pari a un -1,4%.

Mentre a livello nazionale lo stock complessivo dei finanziamenti ha raggiunto quota 647 miliardi di euro, con un incremento di quasi 6 miliardi negli ultimi quattro mesi, nel nostro territorio la stretta creditizia continua.

📉 “Nel Veneto la crisi del credito va avanti da 14 anni” – spiegano dalla CGIA – “e a pagare il prezzo più alto sono soprattutto le piccole e micro imprese, spesso escluse dai canali bancari tradizionali.”


Verona e Treviso, le più penalizzate

Tra le province venete, la situazione peggiore si registra proprio a Verona e Treviso.
Nella provincia scaligera, nei primi sette mesi del 2025, gli impieghi vivi sono scesi di 520 milioni di euro, pari a un calo del -3,7%. Nella Marca la contrazione è stata di 432 milioni, pari al -3,3%.

Seguono Padova (-271 milioni, -2,4%), Belluno (-42 milioni, -3%) e Rovigo (-49 milioni, -2,9%).

In controtendenza Venezia, dove il credito è cresciuto di 157,8 milioni (+1,8%), e soprattutto Vicenza, con un aumento di 287,8 milioni (+2,4%).


Un sistema bancario lontano dal territorio

Secondo la CGIA, parte della responsabilità va ricercata nella progressiva “delocalizzazione” dei centri decisionali bancari:
la scomparsa di istituti storici come Antonveneta, Veneto Banca, Popolare di Vicenza e Banco Popolare ha spostato verso Milano e Torino le leve del credito.

“Sarebbe opportuno istituire una linea di credito dedicata esclusivamente alle micro e piccole imprese, a condizioni di mercato ma con zero spread, applicando solo il tasso BCE”, propone l’Ufficio studi della CGIA. “Una misura anticiclica capace di sostenere chi oggi è più penalizzato dal sistema.”


Le Bcc restano l’ultimo presidio del territorio

Nonostante la tendenza negativa, il ruolo delle Banche di Credito Cooperativo (Bcc) rimane decisivo. Sono loro, sottolinea la CGIA, a mantenere vivo il legame con il territorio e con gli artigiani, gli agricoltori e i piccoli imprenditori.

“Le Bcc sono l’ultimo caposaldo del sistema creditizio veneto”, ricordano dall’associazione. “Solo con un adeguato accesso al credito le nostre imprese possono continuare a produrre, creare lavoro e valorizzare il Made in Italy, sinonimo nel mondo di qualità e tradizione.”



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