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ACL Energy replica a Valdegamberi: “Iter pubblico e trasparente, nessuna decisione calata dall’alto”

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In merito alle dichiarazioni dell’on. Stefano Valdegamberi (Lega) riportate nell’articolo “Impianto da 135 MW calato dall’alto, una devastazione in nome del green”, la società ACL Energy S.r.l. ha diffuso una nota di precisazione.

Il progetto in questione – spiega l’azienda – è stato presentato da una società controllata di ACL Energy S.r.l., che nel corso del 2024 ha depositato presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) l’istanza per ottenere l’Autorizzazione Unica alla realizzazione e all’esercizio dell’impianto.

“L’iniziativa non è stata calata dall’alto”, sottolinea la società, “ma segue un iter autorizzativo pubblico e trasparente disciplinato dalla normativa nazionale, che prevede la convocazione di una Conferenza dei Servizi con il coinvolgimento di tutti gli enti competenti”.

Alla procedura partecipano, tra gli altri, i Comuni e tutte le amministrazioni interessate, che hanno avuto la possibilità di presentare osservazioni e richiedere integrazioni, alle quali la società proponente ha fornito regolare riscontro.

“Parallelamente, ACL Energy mantiene un dialogo costante con l’amministrazione comunale e si è resa disponibile a partecipare a momenti pubblici di confronto con la cittadinanza per illustrare nel dettaglio il progetto e rispondere a eventuali richieste di chiarimento”, prosegue la nota.

L’impianto sarà realizzato nei pressi della stazione elettrica Terna, in un’area scelta “proprio per minimizzarne gli impatti paesaggistici e ambientali”. Gli eventuali espropri – precisa la società – “riguardano esclusivamente porzioni limitate di cavidotti interrati destinati al collegamento tecnico con la rete elettrica e a minimi rinforzi della viabilità di accesso, mentre le aree destinate all’impianto sono oggetto di regolare acquisizione”.

Dal punto di vista energetico, ACL Energy evidenzia come il progetto risponda “a un’esigenza strategica per il Paese”, poiché “i sistemi di accumulo come questo sono essenziali per garantire la sicurezza e la stabilità del sistema elettrico nazionale, l’indipendenza energetica italiana e la continuità di fornitura a cittadini e imprese, in particolare nel tessuto produttivo veneto oggi oppresso dal caro energia”.



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