Home Ambiente Valdegamberi (Lega): “Impianto da 135 MW calato dall’alto, una devastazione in nome del green”

Valdegamberi (Lega): “Impianto da 135 MW calato dall’alto, una devastazione in nome del green”

Condividi
Stefano Valdegamberi


Condividi

Duro attacco del consigliere regionale Stefano Valdegamberi (Lega) contro il progetto di un nuovo impianto di accumulo energetico da 135 megawatt previsto tra Arcole e San Bonifacio. Il politico veronese parla apertamente di “esproprio decisionale” e denuncia la mancanza di coinvolgimento dei territori.

“Ad Arcole e San Bonifacio è previsto un mega impianto di accumulo energetico da 135 megawatt, calato dall’alto direttamente dallo Stato, senza alcuna possibilità di valutazione o intervento da parte delle amministrazioni comunali o regionali”, afferma Valdegamberi. “Si tratta di un vero e proprio esproprio decisionale, che lascia i territori senza voce davanti a progetti di enorme impatto ambientale, paesaggistico e sociale”.

Secondo il consigliere, dietro l’etichetta della transizione ecologica si celano operazioni di grande impatto e scarsa sostenibilità: “Con la scusa del green si stanno autorizzando impianti altamente impattanti, imposti dall’alto, senza che le comunità locali possano dire nulla. È inaccettabile che una struttura da 135 MW venga imposta nel cuore della campagna veronese senza una reale analisi pubblica dei rischi, dei benefici e delle alternative”.

Valdegamberi critica duramente anche la logica economica che guida questi interventi: “Abbiamo rinunciato al gas russo a basso costo per favorire il gas liquido americano e ora costruiamo enormi impianti di accumulo, a costi altissimi, che inevitabilmente si riversano sulle bollette di cittadini e imprese. Siamo di fronte a una nuova forma di colonialismo energetico, imposto con la scusa della sostenibilità”.

Infine, lancia un appello ai sindaci e alla Regione Veneto: “Serve una reazione forte da parte dei sindaci, dei cittadini e anche della Regione. Non possiamo accettare passivamente che il territorio venga sacrificato per logiche imposte da Roma e da Bruxelles. Chiedo che questi impianti non possano essere approvati senza il parere vincolante degli enti locali e una reale valutazione di impatto territoriale”.

Il caso promette di accendere un nuovo fronte nel dibattito sulla transizione energetica e sui poteri dei territori nella gestione delle grandi opere.



Ti potrebbe interessare...

Verona, maxi restyling per il Palasport: via libera alla riqualificazione da 2,7 milioni

Il Palasport di Verona si prepara a rifarsi il look. La Giunta...

Autonomia, Stefani esulta: “Sarò a Roma per il voto finale, si apre una nuova stagione”

L’iter dell’Autonomia differenziata entra in una fase decisiva e dal Veneto arriva...

Pescantina che scorre, quattro domeniche sull’Adige tra musica, ambiente, sport e famiglie

L’Adige diventa protagonista della primavera a Pescantina con una nuova rassegna pensata...

Banco BPM, Fitch promuove il gruppo: rating alzato a BBB+ e depositi in area A

Nuovo riconoscimento internazionale per Banco BPM, che incassa un upgrade da parte...

“Autospurgo