Verona si prepara a una giornata di mobilitazione e disagi: la CGIL ha proclamato per oggi, venerdì 3 ottobre, lo sciopero generale nazionale, sostenuto dalle forze di sinistra e dalle realtà sindacali locali. Nel capoluogo scaligero il concentramento è fissato alle ore 8.30 alla stazione Porta Nuova, da dove il corteo si muoverà lungo corso Porta Nuova e corso San Fermo fino a piazza dei Signori.
La motivazione ufficiale è legata all’aggressione alla missione umanitaria Global Sumud Flotilla, intercettata dal governo israeliano il 1° ottobre. Per la segretaria generale della CGIL Verona, Francesca Tornieri, “manifestare significa gridare che non vogliamo essere complici delle atrocità in corso a Gaza, con sessantamila tra morti e dispersi, di cui ventimila bambini, e quasi due milioni di sfollati. Basta massacri, basta armi: i governi devono attivare conferenze di pace sotto l’egida Onu”.
Accanto al sindacato, anche esponenti politici locali di centrosinistra hanno espresso il proprio sostegno. Il candidato del Partito Democratico al consiglio regionale, Mattia Mosconi, ha dichiarato: “Lo sciopero di domani sia testimonianza di una popolazione che non china la testa davanti alla barbarie che si sta compiendo a Gaza. Costi quel che costi, anche se dovesse significare bloccare il Paese, non possiamo e non dobbiamo rimanere indifferenti”.
Ma le critiche non sono mancate. L’onorevole Marco Padovani di Fratelli d’Italia ha attaccato la scelta della mobilitazione: “Lo sciopero generale rischia di creare disagi importanti anche a Verona, in particolare nei servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti e i trasporti. Il diritto di sciopero va esercitato con senso di responsabilità, senza colpire famiglie e imprese già in difficoltà. Verona ha bisogno di servizi efficienti e continui, non di nuove incertezze”.
Una giornata che si annuncia dunque carica di tensioni, tra la protesta di piazza che denuncia il “genocidio” in Palestina e le preoccupazioni di chi teme l’impatto negativo sui servizi cittadini.













