La manifestazione del Tumulto Pride ha acceso il dibattito politico in cittĂ e in provincia, suscitando dure reazioni da parte del centrodestra, che ha puntato il dito contro lâamministrazione comunale guidata da Damiano Tommasi.
Serena Cubico (Fratelli dâItalia) ha richiamato lâattenzione sul tema delle prioritĂ amministrative: «Rispetto da sempre le libertĂ di manifestare il proprio pensiero, ma lâamministrazione identifichi le vere priorità ». Lâesponente di FdI ha fatto lâesempio della tessera âaliasâ per il trasporto pubblico, sottolineando che «potrebbe costituire un diritto, ma rischia di distogliere lâattenzione da altre esigenze. In tema di trasporto pubblico Ăš evidente la necessitĂ di potenziare le corse degli autobus in tutta la provincia».
Sulla stessa linea, il consigliere comunale della Lega, NicolĂČ Zavarise, ha parlato di doppi standard: «Mentre le sagre popolari vengono chiuse o sospese per sicurezza sanitaria legata alla Chikungunya, altri eventi, come il Tumulto Pride, vengono invece garantiti, protetti e promossi». Per Zavarise, lâamministrazione privilegerebbe manifestazioni ideologiche rispetto alle tradizioni popolari: «La Stella di Natale Ăš dimenticata, il Brusa la Vecia sostituito. Solo gli eventi cari alla sinistra sembrano non subire cancellazioni».
Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi ha invece sollevato il tema della libertĂ di espressione: «Chi rivendica libertĂ e inclusione spesso Ăš il primo a praticare lâintolleranza verso chi non si allinea». Valdegamberi ha ricordato le difficoltĂ incontrate nellâorganizzare la presentazione di un libro del generale Roberto Vannacci, spostata infine a Tregnago, parlando di «pressioni e censure». Ha inoltre criticato alcuni eccessi del corteo: «Forme espressive eccessivamente provocatorie rischiano di rafforzare stereotipi anzichĂ© combatterli».
Infine, lâonorevole Marco Padovani (FdI) ha chiesto una presa di posizione netta al sindaco: «Le immagini del Tumulto Pride parlano da sole: persone in mutande per strada, travestimenti con maschere da animali e scene che nulla hanno a che vedere con il rispetto del decoro pubblico. Verona non merita di essere ridotta a palcoscenico di provocazioni. Tommasi dica chiaramente se condivide o no questo spettacolo».
Il Tumulto Pride ha dunque diviso, riportando al centro della discussione pubblica i temi dei diritti civili, del decoro urbano, dei trasporti e delle tradizioni popolari. Da un lato la difesa della libertĂ di manifestazione, dallâaltro le accuse di squilibrio nelle scelte amministrative: il confronto politico, a Verona, resta acceso.














