Combattere la violenza domestica proprio nei momenti più delicati della vita familiare, come la gravidanza e il post-partum. È questo l’obiettivo di I-Cope – Proteggere i vulnerabili, un progetto europeo che coinvolge Italia e Danimarca e che vede in prima linea anche il Dipartimento di Scienze chirurgiche, odontostomatologiche e materno infantili dell’Università di Verona.
Il programma, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito di Cerv-Daphne 2024, punta a sviluppare strumenti innovativi di prevenzione e identificazione delle violenze di genere. Tra i partner ci sono l’Università di Brescia, l’Aoui Verona, l’Università della Danimarca del Sud, il Danish stalking center e l’associazione Dialogue against violence. A Verona il progetto vede la collaborazione con il Comune, l’Ordine delle Ostetriche e diverse realtà associative.
Secondo i dati Istat, il 10% delle donne italiane subisce violenze dal partner durante la gravidanza. Nel 70% dei casi, gli episodi diventano più gravi proprio in questo periodo e, nel 6% dei casi, iniziano per la prima volta. A livello globale, l’OMS stima che una donna su quattro sia vittima di violenza in gravidanza.
“Il progetto I-Cope rappresenta un’opportunità unica per migliorare il modo con cui la pratica clinica affronta questa tematica spesso sottovalutata”, ha spiegato Simone Garzon, principal investigator per Univr, insieme a Stefano Uccella e Valeria Donisi, in collaborazione con Aoui Verona e Lidia Del Piccolo. “Fornirà strumenti per l’assistenza ostetrica, favorendo l’individuazione precoce della violenza e offrendo interventi mirati per proteggere le vittime e prevenire nuovi episodi”.
Con la creazione di sistemi digitali di screening precoce, I-Cope vuole proteggere le vittime, individuare coppie a rischio e sostenere i futuri genitori in un percorso di prevenzione e consapevolezza.













