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Verona, Zavarise (Lega) attacca Tommasi: “Non può dirsi uomo delle parrocchie e sostenere le famiglie arcobaleno”

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Nuovo scontro politico a Verona sul tema del riconoscimento delle famiglie arcobaleno. Il consigliere comunale della Lega, Nicolò Zavarise, critica duramente il sindaco Damiano Tommasi, accusandolo di incoerenza rispetto al sostegno ricevuto dal mondo cattolico in campagna elettorale.

“Il sindaco Tommasi si è presentato ai suoi elettori come esponente della religione cattolica, riconoscendosi nei valori della famiglia naturale, madre e padre, come pilastro della comunità. Non a caso, è stato accolto e ha trovato sostegno nelle parrocchie e nelle associazioni cattoliche; certe di avere un sindaco che difendesse un’idea di famiglia naturale. Oggi, invece, scopriamo che Tommasi ha preso in giro molti dei suoi elettori. E che la sua azione politica si muove in direzione diametralmente opposta, piegata a istanze ideologiche ben precise e completamente diverse” attacca Zavarise.

Il consigliere leghista sottolinea come le recenti decisioni del sindaco rappresentino “un voltafaccia innegabile rispetto al mondo cattolico che lo ha sostenuto”:

“Tommasi con le ultime posizioni assunte è diventato il paladino delle cosiddette famiglie arcobaleno, arrivando addirittura a intestarsi la responsabilità politica e personale di atti che fino a poco tempo fa erano terreno di un acceso dibattito giuridico e parlamentare. Il sindaco parla di responsabilità personali, ma in realtà scarica sulle istituzioni cittadine una scelta che ha ricadute profonde sul tessuto sociale ed educativo della città. Non si tratta di un atto neutro di burocrazia, bensì di un messaggio politico chiaro: a Verona, sotto la sua amministrazione, il concetto di famiglia viene riscritto”.

Per Zavarise, la domanda ora riguarda la base cattolica che ha sostenuto il primo cittadino: “Lecito quindi chiedersi: i cattolici che hanno riposto fiducia in lui sono pronti a farsene carico? Tommasi non può continuare a presentarsi come l’uomo delle parrocchie e allo stesso tempo farsi portabandiera di un’idea di famiglia che contrasta con la dottrina della Chiesa. La coerenza non è un optional, soprattutto per chi ha raccolto voti sulla fiducia di un elettorato cattolico”.

Il consigliere conclude ribadendo il suo affondo: “È innegabile che Tommasi non ha vinto le elezioni grazie al mondo Lgbt+, ma grazie a un voto cattolico diffuso; di famiglie, associazioni, parrocchie. Oggi quel voto è tradito”.



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