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Famiglie arcobaleno, polemica su Tommasi: attaccano Valdegamberi e Boscaini

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La decisione del sindaco Damiano Tommasi di trascrivere all’anagrafe i figli di una coppia di mamme continua a dividere la politica veronese e non solo. Dopo l’annuncio, sono arrivate le dure critiche del consigliere regionale Valdegamberi e della deputata Paola Boscaini (Forza Italia).

Valdegamberi non usa mezzi termini: “Bambini con due mamme e nessun papà? Atto di violenza verso i bambini. La decisione del sindaco Tommasi – che ha trascritto all’anagrafe i figli di una coppia di mamme – è un avvalorare la negazione del diritto naturale di ogni bambino di avere un papà e una mamma. La negazione da parte degli adulti (la parte forte e consenziente) nei confronti dei bambini è una forma di violenza contro i bambini stessi. Eppure, i papà naturali esistono! Non sono fantasmi. Perché viene negato al bambino il diritto di conoscerli? La natura ha portato a due generi: uno maschile e uno femminile, diversi e complementari. Il bambino ha bisogno sia del papà che della mamma: negare a priori questo diritto è un atto di violenza degli adulti nei confronti dei bambini”.

Sulla stessa linea si colloca Boscaini, che definisce la scelta del sindaco “profondamente sbagliata”: “Il tema è chiaramente delicato e purtroppo spesse volte sul piano mediatico si riduce a un confronto-scontro sui diritti delle coppie omosessuali. Invece qui la questione centrale è la famiglia e cosa intendiamo per famiglia nel suo significato anche di fondamento sociale. Il concetto di famiglia è quello di nucleo naturale tra uomo e donna, prevederne altre tipologie significa scalfire, indebolire e delegittimare questo fondamento sociale, di conseguenza indebolire la nostra società e la sua organizzazione”.

La deputata aggiunge: “Ciò non significa che i gay e le coppie gay non debbano avere diritti o non debbano essere riconosciute, ogni forma di discriminazione deve essere affrontata, combattuta e cancellata, e le persone omosessuali hanno il diritto di essere anche coppia; ma non è questo il punto in esame quando un Sindaco riconosce come famiglia e definisce famiglia le coppie omogenitoriali con bambini nati da procreazione assistita. È profondamente sbagliato definirli famiglia sul piano giuridico e sociale. È una forma di relativismo etico oggi molto di moda e conformista, ma che mina le basi della nostra organizzazione sociale”.

E conclude con un riferimento che fa discutere: “Apprezzo molto Dolce e Gabbana che in più occasioni hanno ribadito che i bambini devono stare in famiglie composte da un uomo e una donna”.

Il caso solleva dunque un fronte critico compatto nel centrodestra, che contesta la linea del sindaco Tommasi e rilancia il tema della definizione giuridica e sociale di famiglia.



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