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Ponte Nuovo, Benini festeggia e Bozza attacca: “Bello, ma c’è chi ha perso tutto”

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Dopo quattro anni di lavori, Ponte Nuovo è tornato a collegare due parti di Verona. Un’opera complessa, rallentata dal ritrovamento di reperti archeologici e dalla piena dell’Adige nell’ottobre 2023, ma che oggi si presenta completamente ristrutturata, con piste ciclabili in entrambe le direzioni e conforme a tutti gli standard statici, sismici e di sicurezza.

Tra turisti incuriositi e residenti che attendevano da tempo, il ponte è stato riaperto al traffico veicolare e pedonale, mantenendo l’aspetto originale e introducendo novità come uno stop in uscita verso via Carducci e il limite di velocità a 30 km/h.

Federico Benini

“Ora la struttura rispetta tutti gli standard statici, sismici e di sicurezza. Da settembre fruirà di un’illuminazione artistica sulle campate, a completamento dell’opera. Dopo il sottopasso di via Città di Nimes, restituiamo alla città un altro punto strategico della viabilità riqualificato. Ringraziamo cittadine e cittadini per la pazienza portata in questi quattro anni di cantiere” ha dichiarato Federico Benini, assessore alle Strade.

Secondo Claudio Marai, Commissario della Polizia Locale, “la riapertura renderà più fluido il traffico dalla Ztl verso la zona est e la zona nord, Borgo Trento-Valdonega”.

Alberto Bozza

Ma non tutti brindano. Alberto Bozza, consigliere regionale e segretario cittadino di Forza Italia, ha voluto ricordare il lato oscuro di questi quattro anni: “Voglio ringraziare davvero di cuore tutte quelle attività commerciali che hanno resistito, voglio ricordare quelli che hanno chiuso a causa dei danni economici subiti per le lungaggini del cantiere”, stimando in una decina le attività definitivamente scomparse.

“Avevamo proposto di ridurre la Tari e di stanziare contributi a fondo perduto per i nostri piccoli imprenditori. Ma non ci sono stati segnali concreti e significativi” ha attaccato Bozza, aggiungendo che un’amministrazione attenta avrebbe dovuto “capire ed accompagnare in questi anni coloro che vivono e lavorano lì”.

Oggi il ponte è riaperto e la città ritrova un tassello importante della sua viabilità. Ma resta aperto il dibattito: festa per un’opera completata o ferita ancora viva per chi ha pagato il prezzo più alto?



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