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Rileggere Camus

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Lo scenario è stato incantevole… Immersi nel verde di Villa Aquadevita, ieri sera si è tenuto un evento davvero emozionante: l’analisi di un classico come “La Peste” del celebre scrittore e filosofo francese Albert Camus con gli occhi e la professionalità di una docente dell’Università di Verona attraverso un quadro molto esaustivo sullo scrittore e la sua poliedrica anima.

Una interpretazione dell’opera inquadrandola attraverso la vita del romanziere che la Professoressa Paola Perazzolo, con uno stile preciso, puntuale e, a volte, stuzzicante ha illustrato dialogando sia con il pubblico presente (davvero numeroso) sia con la Dottoressa Michela Battocchio, bibliotecaria ma anche autentica esplosione di vivacità letteraria.

La serata è davvero trascorsa in modo piacevole tanto era coinvolgente la Professoressa Perazzolo (foto sotto) che, con la sua vivacità di linguaggio e una narrazione coinvolgente, ha saputo attrarre la curiosità dei numerosi presenti.

Una narrazione che ha spaziato dalla vita dello scrittore, al contesto storico delle sue opere, citando anche quelle precedenti a quella oggetto della serata, al suo impegno politico militante nonché alla sua particolare visione del mondo che traspare nelle sue opere.

Il continuo passaggio da un’opera ad un’altra ha permesso alla docente di esplicare in modo esaustivo una figura così emblematica ma anche molto particolare; tutto questo attraverso un’analisi precisa di uno dei suoi più famosi romanzi, “La Peste”, una storia ambientata nella citta di Orano (Algeria Francese all’epoca) in un tempo imprecisato. Una città quasi assurda per come viene descritta: una città, forse, indifferente.

Delineare la vita politica di Camus, il suo ateismo, diviene una delle fondamentali chiavi di lettura di tutte le sue opere e la professoressa Perazzolo, utilizzando una forma linguistica accattivante quanto provocatoria, ha saputo rendere viva e vivace la figura del filosofo francese.

Uno scrittore, comunque sia, problematico, che nelle sue opere riflette, forse, una crisi interiore che esterna con grande impatto nei suoi testi. Un uomo tuttavia sempre fedele a sé stesso, che dopo la prima adesione al partito comunista, si è distaccato vista la deriva presa dal comunismo russo; una voce presente e dissonante, in modo esplicito, durante i giorni dell’invasione dell’Ungheria da parte dell’Armata Rossa.

Una serata davvero coinvolgente che la Professoressa Perazzolo, dialogando con la Dott.ssa Battocchio, ha saputo rendere viva e spiritualmente coinvolgente.

Un plauso dunque al Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere diretto dalla Professoressa Roberta Facchinetti (foto sotto) che ha saputo cogliere al volo l’opportunità di una collaborazione che suscita interesse, curiosità e voglia di conoscenza perché la cultura, quella vera, è uno strumento potente che distingue le persone che l’abbracciano riempiendo di positività ogni anima poiché sono il ristoro dell’uomo.

Ricordando Dante, canto XXVI dell’Inferno, tutto ci risulta più chiaro:

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”



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