Il gran finale, stavolta, è un passo indietro. UniCredit ha annunciato ufficialmente il ritiro dell’OPS su Banco BPM, una delle più lunghe e tormentate operazioni finanziarie degli ultimi anni. A determinare la rottura, la mancata autorizzazione Golden Power, il decreto voluto dal governo per proteggere gli asset strategici nazionali. Una mossa che ha generato – secondo il gruppo – “una situazione di incertezza che non giova a nessuno”.
L’ennesima sospensione di CONSOB
Alla vigilia della scadenza dell’offerta, Consob aveva nuovamente sospeso per 30 giorni l’operazione, citando “la sentenza del Tar e la valutazione espressa dalla Commissione Ue” che avrebbero creato un contesto “non idoneo per permettere agli investitori di esprimere un giudizio consapevole”.
Unicredit alza bandiera bianca, Orcel accusa
L’amministratore delegato Andrea Orcel ha motivato così il ritiro: “La continua incertezza sull’applicazione delle prescrizioni del Golden Power non giova a nessuno dei due. Abbiamo quindi deciso di ritirare la nostra offerta”.
Gelmetti (FdI): “Otto mesi persi, un danno per tutti”
A intervenire è anche il senatore veronese Matteo Gelmetti di Fratelli d’Italia, che in una nota parla di “otto mesi persi in un risiko bancario che avrebbe richiesto decisioni rapide, trasparenti e condivise”. E avverte: “La partecipazione di una banca russa nel capitale di UniCredit è un elemento critico che ha influito sull’esito dell’operazione”.
Ma il pensiero corre anche al territorio: “Per Verona è fondamentale che UniCredit e Banco BPM mantengano e valorizzino le loro agenzie in provincia. Sono presìdi essenziali per occupazione, servizi e radicamento territoriale”.
Il futuro? Meno aggressività e più collaborazione
L’auspicio di Gelmetti è chiaro: “Spero che l’esperienza insegni quanto sia necessario agire in modo ponderato, non aggressivo ma collaborativo – soprattutto in un momento così complesso per il nostro Paese”.
Una lezione che, nel risiko bancario tricolore, potrebbe fare la differenza.













