Due anni di reclusione per Luca Campedelli, ex presidente del Chievo Verona: è questa la sentenza di primo grado pronunciata dal Tribunale di Forlì nell’ambito del processo per il fallimento del Cesena Calcio, legato alle ormai famigerate plusvalenze fittizie.
La vicenda ruota attorno al bilancio 2017-2018, quando sull’asse Cesena-Chievo sarebbe stato messo in piedi un vero e proprio giro di calciatori semisconosciuti per generare artificiosamente utili. Operazioni “baciate”, le ha definite la procura, che avrebbero avuto come unico scopo quello di sistemare i conti in rosso dei due club. Il fallimento ufficiale del Cesena fu dichiarato il 9 agosto 2018.
La pubblica accusa, rappresentata dalla pm Francesca Rago, ha sostenuto con forza l’impianto accusatorio. La sentenza è stata pronunciata dal collegio presieduto dal giudice Marco De Leva.
Oltre a Campedelli, sono arrivate condanne pesanti per Mauro Giorgini e Claudio Manuzzi (rispettivamente 4 anni e 4 mesi). Assolti invece l’ex ds Rino Foschi, Luigi Piangerelli (all’epoca responsabile del vivaio bianconero) e Luca Mancini. Graziano Pransani è uscito dal processo per prescrizione. I due ex presidenti cesenati Giorgio Lugaresi e Igor Campedelli hanno scelto riti alternativi.
Un verdetto che riaccende i riflettori su uno dei capitoli più controversi del calcio italiano recente: quello delle plusvalenze “creativo-finanziarie”, in cui i bilanci si gonfiano, ma il campo resta desolatamente vuoto.













