La grande svolta è arrivata: da oggi cambia tutto per chi vuole iscriversi a Medicina, Odontoiatria o Veterinaria. Sparisce il classico test d’ingresso a risposta multipla e al suo posto arriva un “semestre filtro” (che in realtà durerà tre mesi), con lezioni in presenza e tre esami da superare per accedere al secondo semestre.
Da oggi 23 giugno alle 10 si aprono le iscrizioni libere al primo semestre dell’anno accademico 2025/26: chi sogna di diventare medico può finalmente iscriversi senza dover affrontare subito il fatidico “quizzone”.
Ma attenzione: il numero chiuso non sparisce del tutto. La selezione ci sarà comunque, solo che avverrà dopo questi primi mesi, non prima. E nel frattempo università e studenti si troveranno a gestire nuove sfide logistiche, tra lezioni in aula e da remoto.
Come funziona il semestre filtro
Tutti possono iscriversi entro il 25 luglio, esclusivamente online, tramite la piattaforma Universitaly. Nessuno sbarramento iniziale: l’accesso vero e proprio si gioca a fine semestre con tre prove nazionali, una per ciascuna materia: Chimica e propedeutica biochimica, Fisica e Biologia.
Gli esami – uguali in tutta Italia e organizzati dal consorzio interuniversitario Cineca – si svolgeranno tra il 20 novembre e l’11 dicembre. Ogni prova dura 45 minuti e contiene 31 domande: 15 a risposta multipla e 16 a completamento. Per passare serve un minimo di 18 punti, e ciascun test si potrà ripetere una seconda volta (con almeno 15 giorni di distanza tra le due prove).
I risultati verranno sommati per creare una graduatoria nazionale: solo chi rientra nei posti disponibili potrà accedere al secondo semestre del corso di laurea. Gli altri? Potranno ripetere il semestre filtro fino a tre volte, oppure usare i crediti già acquisiti per passare ad altri corsi affini, come Biotecnologie, Farmacia o Infermieristica.
E nelle università come si stanno preparando?
A Verona, ad esempio, è tutto pronto. «All’Università di Verona ci siamo organizzati per gestire mille potenziali iscrizioni al semestre filtro e saremo in grado di offrire a tutti questi studenti un mese, quello di settembre, di lezioni completamente in presenza, sfruttando quattro grandi aule da 250 posti ciascuna negli Istituti biologici di Borgo Roma», spiega il professor Giuseppe Lippi, Preside della facoltà di Medicina e Chirurgia.
Nel 2024, per dare un’idea, a Verona avevano provato il test circa 800 studenti per 315 posti disponibili tra Medicina tradizionale e quella a indirizzo tecnologico, più 25 posti per Odontoiatria. Ora si prevede un numero simile, forse leggermente più basso, ma è impossibile saperlo con certezza. «A ogni modo abbiamo operato su una stima al rialzo, essendo i numeri assolutamente imprevedibili a priori», aggiunge Lippi.
Le lezioni saranno intense: fino a sette ore al giorno per coprire al meglio i programmi. Gli studenti saranno divisi in quattro gruppi (in base all’ordine alfabetico) per ciascuna materia.
Da ottobre in poi, quando inizieranno anche gli altri corsi universitari, si passerà a una modalità mista: parte degli studenti in aula, gli altri collegati online. «La modalità sarà quella ibrida, già messa in pratica durante la pandemia, con 250 studenti in presenza e gli altri collegati online. Il criterio sarà lo stesso utilizzato durante l’emergenza Covid, cioè la prenotazione del posto in aula tramite la App», spiega ancora Lippi.
I docenti seguiranno un programma comune stabilito dal Ministero, contenuto nel Syllabus, che garantisce uniformità negli argomenti trattati. «Credo che siamo riusciti a trovare una soluzione ottimale, ma se la riforma fosse partita con l’anno accademico 2026/27 avremmo potuto accordarci tra atenei per risolvere la questione con maggiore omogeneità», conclude il Professore.













